1. Isabella


    Data: 28/02/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: GiulianoSicano79

    ... andare in giro. Beh, io sono sempre stata piuttosto attratta dalla suggestione di questi luoghi, tanto che ci sono già stata più volte a far scatti e a meditare, quindi la proposta della spedizione l’ho accettata di buon grado, anche se la giornata è troppo calda nella desolazione delle colline del Belice, e il mar d’Africa laggiù a valle chiama. Antonio e Marco, scocciati e abbrutiti dalle ore trascorse nel fuoco dell’automobile, si lamentavano. Avrebbero preferito non accontentarla, prenderla piuttosto al mare, tranquillamente a Capo Gallo. È giusto accontentare Isabella, mi sono imposta, sono il suo angelo custode.
    
    «Che posto fantastico! Che silenzio spettrale! Case, scuole, vecchi negozi, tutti luoghi abbandonati, sospesi nel tempo. Pace, atmosfera. Che meraviglia, che meraviglia! Andiamo in giro, dai».
    
    Beh, come dare torto ad Isabella? Poggioreale vecchia è un posto unico. Meraviglioso e misconosciuto. La gost town siciliana per eccellenza, è un grosso borgo abbandonato, un affascinante apparato scenico di decadenza, precarietà statica e sospensione temporale. È un luogo incantato, in cui il silenzio è spezzato solo dai suoni della natura, dai cigolii e dai sordi rumori del costante disfacimento. Incantato, sì… spiegalo un po’ a quei due! Volevano solo Isabella nuda e ben salda tra le loro mani, e quindi si sarebbero gaiamente infilati nel primo anfratto all’ombra, per svagarsi un po’ con lei; invece, aggrediti da un sole piagante, sudati e frustrati, se la ...
    ... vedevano saltellare intorno, gaia e gioiosa, provocante ma sfuggente. In gonnellina e scarpe da ginnastica zampettava, mentre una borsa a tracolla le divideva i floridi seni. Ad un tratto, prese dalla borsa la bottiglia d’acqua gelida che aveva con sé e bevve. Poi mise a spruzzarci con quella e a scappare; per versarsi finalmente l’acqua sulla testa gioendo. La maglia bianca che indossava, già sudata, si bagnò del tutto facendosi trasparente. Due ampi e scuri capezzoli contrastavano con la pelle luminosa. Così abbondanti e sodi, quei seni! Di una pienezza senza difetto. Tutto il suo corpo era così. La bellezza assoluta degli antichi. La prosperità perfetta.
    
    Isabella scrutava i vecchi palazzi, s’immetteva in tutte le porte, scompariva negli anfratti per riapparire di colpo, regalar baci e abbracci profondi e veloci agli amici correndo e saltellando qui e là, ragazzina in fiore. Mi divertivo molto a guardarla agile scorrazzare per quelle vecchie vie, scattando foto, ridendo sola, canticchiando. Madonna! Come fa? Così tonda e così soda, niente smagliature, niente cellulite, e poi quelle zinne! Un miracolo! Quanta energia! Dove la prende? Ma che ne so… e ora, dov’è finita? Non la vedo più! Appena mi capita sotto mano! – «Cucù» fa, sporgendosi da un balcone decrepito e scricchiolante di un secondo piano. Vengono giù polvere e detriti. «Scendi, Pazza!» In un nonnulla è di nuovo in strada, mi stringe forte, mi sbaciucchia e mi carezza, la bacio e accarezzo anch’io. Non si è in grado di ...