1. Isabella


    Data: 28/02/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: GiulianoSicano79

    ... muscoloso che mostra una verga incredibile, assolutamente sproporzionata al resto del corpo, eretta, turgida all’inverosimile, percorsa da venature sinuose e gonfie. Ai fianchi dell’essere, due superbe fanciulle si chinano ad abbracciarlo, fissandone, una lo sguardo, l’altra il glande possente. Tutto intorno, nella parete circolare, sette nicchie; sei accolgono statue di magnifiche donne, tutte di marmi diversi i cui sguardi convergono sulla scultura centrale: perfette, stupende dee seducenti, sode ed abbondanti, assetate di gioia in pose provocanti. Nella nicchia centrale, di fronte l’ingresso e alle spalle del trittico del dio, un tabernacolo d’argento porta inciso sullo sportellino d’oro massiccio uno strano simbolo.
    
    Restiamo impietriti, mentre Isabella ribollisce d’esuberanza. «Come si spiega questo posto assurdo? Così perfettamente conservato tra macerie e rovine? Spogliamoci e facciamo l’amore! Questo è il tempio del piacere; godiamo come non mai! Antonio! Non mi sembri tu, vieni da me». Ma è lei che si getta ai piedi di quello tirando giù i pantaloncini. «Piccolo ma adorabile!» esclama con un risolino soffocato e infantile. Si scioglie Antonio, rinvigorendo al volo. Ci mettiamo a cerchio intorno ad Isabella, come le statue intorno al loro dio che le domina e possiede, noi ci diamo alla ragazza. La sua bocca è svelta, perfetta, fluida perché irrorata di miele. Non esiste una bocca al mondo come quella d’Isa.
    
    Un rumore sordo e una voce possente interrompono il ...
    ... nostro gioco. Un uomo sopraggiunge, comparso chissà da dove. Altissimo e magro, indossa un lungo saio scuro cinto da un cordone dorato, come un austero, gigantesco monaco. Oltre due metri d’uomo. Ha uno sguardo giovane che seduce, lineamenti immortali.
    
    «È giunta l’eletta mai vergine. Sii benvenuta, benvenuta nella casa di Priapo! Ti aspettavo da tanto tempo! Si infonda la pace di Priapo sull’uomo terrestre corrotto dal pudore e dalla malizia, sia questo male debellato! Accolti siate voi, che avete giaciuto con lei, accolti con gioia e piacere, amici miei, nella casa del sommo piacere».
    
    Prende allora la ragazza dai capelli e la trae a sé con rude violenza. Noi proviamo a reagire, a difenderla, ma lei ci ferma.
    
    «Lo voglio, è stupendo, è il mio signore, lo so».
    
    Il cazzo fa capolino dal saio, è enorme. Isabella, incantata, lo guarda, lo annusa, lo lecca. L’uomo comincia a schiaffeggiarla, con violenza brutale, lasciandole ampie chiazze rosse sulle gote. Isabella è all’acme della sua purezza prematura; lo sguardo manifesta una felicità estrema, candida, d’estasi totale.
    
    Le strappa via la gonnellina con un gesto rapidissimo e le dice, con una voce suadente e gentile che contrasta con i modi brutali: «Chinati ai piedi del nostro liberatore, piccola».
    
    La vediamo, immobilizzati da una seduzione senza nome. La vediamo, adesso davvero in tutto il suo splendore. Stava carponi, col torace schiacciato sul pavimento, il sedere all’insù a più non posso, la gota destra calcata ...