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Pulizia delle scale (Beatriz)
Data: 29/02/2020, Categorie: Etero Autore: babbacombe_lee
Beatriz, dopo aver passato la scopa, cominciò a pulire i gradini, uno ad uno, con lo spazzolone e lo straccio.Faceva quel lavoro tre volte a settimana, in quel condominio.Era piccolina di statura, ed aveva un bel viso tondo, con gli occhi scuri un po' a mandorla, contornato da capelli neri e lisci uguali a quelli di tutte le sue connazionali.Aveva adottato, da poco, un taglio di capelli diverso da quello solito, che portavano tutte, e si sentiva molto più carina così.Spesso sull'autobus gli uomini la guardavano e questo le faceva piacere.Certo sapeva di non avere un corpo bellissimo, le donne italiane erano più alte e slanciate, mentre lei era un po' tozza, con le gambe corte ed un po' troppo robuste, ma tutto sommato si piaceva così.Ultimamente si era un po' ingrassata ed aveva messo su pancia. La maglietta troppo corta lasciava intravedere un rotoletto di ciccia evidenziato dalla minigonna che le andava un po' tirata.Le era cresciuto anche il sedere, ma questo non le dispiaceva affatto, anzi, le piaceva il suo posteriore un po' prominente.Il seno invece non le era cresciuto, avrebbe voluto indirizzare almeno una parte dei chili in più che aveva preso ultimamente, ma non era stato possibile, ed era rimasta con le sue solite tette, piccole, larghe ed un po' piatte.Sotto la minigonna portava una calzamaglia nera molto aderente. Le sue gambe anche se un po' grosse, erano comunque ben modellate, le piacevano i suoi polpacci robusti, che facevano sembrare le caviglie più fini di ...
... quello che erano realmente.Delle volte pensava che, a trentacinque anni, non era più una ragazzina ed avrebbe fatto meglio a vestirsi in maniera diversa, ma lo sguardo prolungato di molti uomini, quando la incrociavano per strada le faceva piacere.Certo le scarpe sportive bianche, di plastica, comprate alla bancarella, non era il massimo dell'eleganza, ma lei doveva lavorare tutto il giorno a pulire scale ed androni di palazzi, non poteva certo mettersi i tacchi alti.Delle volte pensava pure al suo strano nome, retaggio di un'antica dominazione spagnola ormai dimenticata da tutti.Squillò il suo cellulare.Aveva lasciato la sua borsetta in cima alla scala, sul pianerottolo.Risalì i gradini bagnati, appena lavati per rispondere al telefono.Inciampò proprio sull'ultimo.La gomma liscia delle scarpe, sul marmo bagnato, la fece scivolare per un paio di gradini, poi si trovò fra le gambe il bastone dello spazzolone e ruzzolò malamente.Si ritrovò stordita e dolorante alla fine della rampa.Un forte dolore alla caviglia sinistra e qualcosa di caldo che le colava sulla guancia destra.Aveva una profonda ferita al sopracciglio, che sanguinava copiosamente.Aveva fatto sicuramente parecchio rumore, cadendo, ma a quell'ora, di mattina, il palazzo era deserto, probabilmente nessuno l'avrebbe soccorsa.Provò ad alzarsi ma la caviglia le faceva troppo male.Sentì una porta aprirsi al piano di sotto.�Ti sei fatta male?�.Era un signore alto, che lei aveva appena intravisto qualche volta.Non riusciva ...