1. A letto con papa'


    Data: 29/02/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: nh-paul

    ... affettuosi, di Ciro,
    
    tornammo in albergo; in camera, tutto vestito, crollò sul letto e cominciò a
    
    russare lievemente. Lentamente, con premeditazione, iniziai a togliergli i
    
    vestiti, preparandomi l’eventuiale risposta perché, se si fosse svegliato,
    
    avrei detto che lo spogliavo perché la mamma voleva che noi si
    
    appendesse sempre gli abiti.
    
    A poco a poco, lo spogliai tutto nudo, presi una sedia e, alla luce ad
    
    intermittenza che entrava dalla finestra, me lo guardai bene tutto. Era
    
    bellissimo: le spalle larghe, i bicipiti e i pettorali che raccontavano del suo
    
    passato sportivo, i cespugli di pelo che uscivano dalle ascelle, la maglia
    
    di pelo nero che raggiungeva il ventre e che si infittiva intorno a un grande
    
    uccello mollo. Così com’era sarà stato almeno dieci volte più grande del
    
    mio! Chissà se anch’io avrei potuto averlo, un giorno, come lui?
    
    Ma sebbene poco, il vino che avevo bevuto fece venir sonno anche a me.
    
    Mi sdraiai e subito presi sonno: un sonno agitato, in cui esseri dello
    
    stesso sesso si mangiavano l’un l’altro, fintantocché l’ultimo che aveva
    
    mangiato tutti era lui, mio padre, e ora voleva mangiare me.
    
    Mi svegliai all’improvviso e sentii che la mano di mio padre era
    
    appoggiata sulle mie spalle, scorreva sulla schiena, accarezzava il
    
    sedere e il caldo che sentivo passare attraverso le mutande mi eccitava.
    
    Rimasi immobile, spaventato, sconcertato, disperato: cosa mai voleva da
    
    me?
    
    Poiché ora la mano ...
    ... stava ferma, dopo un po’ fui io a muovere, come
    
    dormendo, il culetto. Questo forse lo risvegliò e ricominciò a
    
    accarezzarmi, a infilare le dita, e poi la mano, tra il tessuto e la pelle, mi
    
    toccava i glutei, faceva scorrere un dito nel solco, avvicinandosi sempre
    
    più al buchetto. Iniziai un gioco perverso, come nel sonno mi rigirai,
    
    coprendogli la mano, il mio cazzo tendeva il tessuto dello slip. Lui,
    
    delicatamente, lasciando la sinitra aperta sotto il mio culo, con la destra
    
    mi abbassò le mutande e incominciò a masturbarmi. Io non avevo mai
    
    goduto di più e in quel momento, all’improvviso, venni. Poi mi prese tra le
    
    braccia, mi trascinò su di lui e io sentivo il suo pelo strusciarmisi
    
    addosso, la sua pelle riscaldarmi, il suo cazzo premermi contro la pancia.
    
    Non sapevo cosa fare, tenevo gli occhi chiusi, ma sapevo che sapeva che
    
    ero sveglio e ora avrebbe condotto lui il gioco.
    
    La sua bocca si impastò sulla mia, e dopo poco qualcosa di forte e
    
    umido cercò di entrare e, vinta la mia resistenza, la sua lingua mi invase,
    
    spandendo ovunque saliva e l’odore di papà entrò in me. Provando a
    
    muovere la mia, la sua lingua me la avvolse, me la risucchiò e mi trovai
    
    dentro papà. Come è possibile descrivere un simile piacere? Quando
    
    mai potrei provarne un altro più forte? E il mio pensiero tornò al bacio che
    
    avevo visto e a tutti gli altri che Ciro avrà avuto in passato. E’ questo
    
    l’amore? E’ questo il piacere infinito di due ...
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