1. A letto con papa'


    Data: 29/02/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: nh-paul

    ... infuocato appena in tempo per ricevere
    
    ancora in gola il suo nettare. Rimanemmo distesi sul letto, fermi, la mia
    
    mano dentro le sue viscere: mi sentivo come se fossi stato io ad avergli
    
    dato la vita. Era una splendida sensazione che non aveva nessuna
    
    ragione d’essere. Ma ero io, dotato di un pisellino, ad aver chiavato e fatto
    
    godere papà. Ci addormentammo un’altra volta.
    
    Improvvisamente, papà mi svegliò: era tardi, dovevamo prendere il treno,
    
    vestirci di corsa, andare e io che pendevo dalle sue labbra, che avrei
    
    continuato nei giochi della notte o per lo meno a parlarne, aspettavo che
    
    lui dicesse qualcosa. Nulla.
    
    Solo, ad un certo punto, bofonchiò che ieri s’era preso proprio una bella
    
    sbronza! Non vorrà farmi credere che è quella la causa di una notte
    
    simile? non vorrà fingere di non aver fatto nulla coscientemente? Non
    
    vorrà non ricordarsi d’avermi sverginato e d’essere stato chiavato dal mio
    
    braccio? Ero annicchilito. Lo guardavo e non comprendevo più niente.
    
    Dopo il viaggio, la visita ai parenti, il funerale sotto un cielo torrido, la
    
    partenza … sempre senza mai dire niente, sempre senza mai un
    
    qualcosa che non fosse il solito affetto cui mi aveva da sempre abituato.
    
    Poco prima che il treno transitasse da Napoli, mi disse che, forse,
    
    sarebbe stato bello scendere a visitare la città e, magari, se io (?!) ne
    
    avessi avuto voglia, potevamo fermarci anche quella notte lì! Sorrisi felice,
    
    mi attanagliai al suo ...
    ... braccio e, pensando a ciò che avremmo fatto la
    
    prossima notte, lo baciai sulla bocca, facendo inorridire tutti i presenti
    
    nello scompartimento che ancora ci guardavano quando scendemmo
    
    nella stazione di Napoli.
    
    Desideravo la camera dell’altra notte, ma non c’era più. La nuova era
    
    bella, ma senza il balconcino, e, in più, una parete intera di armadi rivestiti
    
    di specchi! Forse sarebbe stato bello “fare” davanti allo specchio, ma vidi
    
    che papà non dava nessun’importanza alla cosa. Eravamo quasi a
    
    mezzogiorno, ma papà disse che ora era meglio riposare: non feci
    
    neppure in tempo a depositare la mia sacca, che lui mi morse di dietro
    
    sul collo, mi pasticciò i capezzoli e spinse contro il mio sedere il suo
    
    membro già duro! Aveva voglia di me e n’ero felice. Lesto mi spogliai e,
    
    saltato in piedi sul letto, trionfai della mia bellezza ignuda. Lui finì di
    
    togliersi gli indumenti, si mise in ginocchio, lo prese delicatamente in
    
    bocca e cominciò a pomparmi.
    
    Poi si distese su di me: la sua mole mi schiacciava con una dolcezza
    
    senza pari. Il suo cazzo era così duro che mi sembrava un sasso piantato
    
    contro la pancia. Le sue mani erano ovunque: mi titillavano un capezzolo
    
    e subito dopo erano sulle natiche, m’inseriva l’indice nel buco e me lo
    
    ritrovavo a rovistarmi in un orecchio. La sensazione era quella di essere
    
    caduto vittima dei tentacoli di una piovra. La più bella e virile piovra di tutto
    
    il mediterraneo.
    
    Quando finalmente ...
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