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A letto con papa'
Data: 29/02/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: nh-paul
... del suo cazzo di marmo? Cosa vuoi da me, papà? Non rispose, ma ancora mi prese tra le braccia, mi sollevò, distendendomi sul letto, sdraiandosi a me accanto, il peso del suo braccio sul mio petto. Nessuna parola, nessun discorso, solo la dolcezza del momento in cui si sentiva solo il suo respiro profondo, calmo, ritmato. Amavo la dolcezza di papà e lui mi amava. Giunse il sonno e rimanemmo così, vicini e felici. Un piccolo trambusto mi svegliò: papà, con i lombi avvolti nell’asciugamano, stava facendo entrare il cameriere con il pranzo che aveva comandato al telefono. Io ero sul letto, completamente nudo. Non sapendo cosa fare, finsi di dormire, ma, con gli occhi socchiusi, spiavo. Il cameriere era un bel ragazzo, il tipico napoletano, moro, dalla pelle abbronzata, peloso come facevano intuire gli avambracci scoperti. Mi lanciò un’occhiata con i suoi occhi verdi-acqua e mi parse che si soffermasse un po’ troppo sul mio sesso, che subito incominciò a irrigidirsi. Cosa che papà vide subito, e, facendosi notare dal cameriere, mi appoggiò un asciugamano sul pube. Ma, ormai, qualcosa aveva cominciato a aleggiare nell’aria, come un senso di complicità, come un sapor di sesso …e vidi che il cameriere guardava il grosso pacco che cominciava a formarsi sotto l’asciugamano di papà. Continuava a apparecchiare, a disporre le pietanze, ma i suoi sguardi erano per quel punto di papà, che ora aveva preso la consistenza che ben ...
... conoscevo. Anch’io ero molto eccitato, ma non riuscivo a vedere se anche il cameriere lo era. Papà continuava a fissare tutti i suoi movimenti e, quando fu certo dell’eccitazione del ragazzo, si sedette con calma sul letto, sollevò l’asciugamano, me lo prese in mano e cominciò a masturbarmi. A questo punto il ragazzo gli si avvicinò, lo denudò, gli prese in mano il grandioso uccello e se lo fece sparire in bocca. Anche il papà me lo baciò mentre affannosamente iniziava a spogliare il ragazzo e, nudo, lo stese su di me e io tuffai il naso nei peli nerissimi del suo pube, cominciando a mordicchiargli e a leccargli l’uccello. Ora non sapevo più di chi fosse una mano o un piede, nel gran groviglio riconoscevo solo i peli di papà che erano lunghi e lisci e quelli del cameriere che invece erano ricci e lucenti. Ancora una volta papà mi prese in braccio e, con dolcezza, mi depose sul cazzo duro del cameriere, che scivolò dentro di me senza nessuno sforzo: infatti non lo aveva troppo grande e io ero ormai abituato a ben altre misure! Poi mettendo le due mani sotto le natiche, lo sollevò e in un unico colpo lo impalò, mentre lui mi chiavava e i colpi di papà li sentivo trasferiti dentro di me. Quando sentii dal lungo mugolio che papà stava venendo, sentii anche una sborra calda entrare in me, accelerai il movimento della mano e anch’io venni. Ci lasciammo andare esausti sul letto, mentre, proprio in quel momento suonava il ...