1. Un etero convertito


    Data: 02/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad

    “Vidi” Stefano quando aveva già superato i quarant’anni.
    
    Cioè, mi spiego: io e lui ci conoscevamo da una vita, per vederlo, lo avevo visto quasi tutti i giorni, per lo meno finché non si era sposato; ma fu solo in quel luminoso pomeriggio di giugno, quando lui aveva da poco superato quarant’anni e io mi ci stavo avvicinando, che lo “vidi”, con le virgolette, fu allora che mi apparve come non mi era mai apparso e mi innamorai perdutamente di lui.
    
    Come ho detto, io e Stefano ci conoscevamo fin da ragazzi, da quando frequentavamo il liceo, lui una classe davanti alla mia. Non ricordo come ci conoscemmo, ricordo solo che diventammo subito amici e confidenti.
    
    Era un ragazzo molto bello, slanciato, fisico armonioso per il lavoro che faceva, aiutando il padre nei momenti liberi; in particolare, aveva due occhi neri, che sembrava mi trapassassero l’anima, ogni volta che mi guardava. E poi il suo sorriso, caldo e avvolgente, che invogliava tutti a volergli bene. E io gli volevo davvero un gran bene.
    
    Nonostante tutto questo, però, sessualmente Stefano non mi diceva niente: mai ebbi pensieri impuri nei suoi confronti, mai mi sentii tentato di fargli una carezza “clandestina”, mai mi sentii attratto a sbirciarlo in mezzo alle gambe, come invece facevo con tanti, già allora.
    
    Naturalmente, a lui piacevano le ragazze e non ne faceva mistero; a volte mi chiedeva cosa pensassi di questa o di quella, e io cercavo di barcamenarmi alla meglio, e alla fine divenni bravissimo, ...
    ... tanto che lui non sospettò mai che i miei gusti andavano in realtà in tutt’altra direzione.
    
    Perché non gli confessai che mi piacevano i ragazzi? Mah, non lo so, non mi posi mai il problema. Del resto, erano altri tempi, quelli; tempi in cui non era raro sentire di genitori che avrebbero preferito un figlio morto, piuttosto che frocio. Nascondersi era un istinto naturale di difesa.
    
    Ad ogni modo, raggiunta l’età, Stefano conobbe quella giusta… e capii che lo era, perché non mi chiese cosa ne pensavo. Ebbi un momento di rammarico, quando mi annunciò che si sarebbero sposati, rammarico per le cose che sarebbero inevitabilmente cambiate; ma per altri versi ne fui felice per lui.
    
    Non andai al matrimonio e in seguito lo rividi giusto un momento, al rientro dal viaggio di nozze, prima che si trasferisse a Milano, dove la moglie gli aveva procurato un lavoro, presso l’azienda di famiglia. Sembrava felice e ci promettemmo di rivederci presto… cosa che non avvenne per diversi anni consecutivi.
    
    Ne passarono più di dieci, senza che ne avessi notizia. Intanto avevo cominciato a vivere le mie storielle, racimolando avventure di qua e di là: giusto il minimo sindacale per tenere a freno le mie libidini: a una storia seria ci pensavo ogni tanto, ma non ci credevo e neanche la cercavo. Stefano ormai era completamente uscito dalla mia mente; mi capitava di non pensarci più a volte per mesi e mesi: perché avrei dovuto, del resto?
    
    Poi, nel giugno scorso, approfittando di una settimana ...
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