1. Un etero convertito


    Data: 02/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad

    ... bellissima stanza: posso affittartela per tutto il tempo che vuoi.”
    
    Ci demmo appuntamento a più tardi e scappò via per tornare al lavoro.
    
    A casa sua, nel tardo pomeriggio, mi mostrò la mia camera, poi feci una doccia e lui mi diede un cambio di biancheria, dei pantaloncini e una maglietta: tutte cose mi stavano un po’ larghe, visto che lui era un po’ più grande di me, ma io amo le cose che mi stanno comode addosso.
    
    Sedevo sul balcone, in attesa che finisse la doccia pure lui, quando dovetti andare in camera a prendere qualcosa. Facendo il corridoio, mi trovai a passare davanti al bagno: la porta era semiaperta. Non volendo, gettai dentro uno sguardo e lui era lì: fresco di doccia, indossava solo un paio di slip e mi dava le spalle. Rimasi senza fiato: non aveva più il fisico snello e asciutto di una tempo, le sue forme si erano addolcite, arrotondate… Il mio sguardo fu catturato dalle sue gambe tornite, dalle sue natiche sode e carnose, fasciate dalla bianca maglina degli slip.
    
    E fu allora che lo “vidi” veramente, che mi resi conto per la prima volta di quanto fosse sensuale e affascinante. E un senso di languore mi prese alla bocca dello stomaco, mentre tutto l’apparato genitale cominciava a formicolarmi.
    
    Avrei voluto allontanarmi in silenzio, ma non ci riuscii; aprii, invece, del tutto la porta e feci un passo avanti, come imbambolato.
    
    “Gesù, quanto sei bello!”, mormorai.
    
    Lui si voltò di scatto, accigliato; ma subito il volto gli si distese in un caldo ...
    ... sorriso.
    
    “Ti senti bene?”, mi chiese, quasi volesse sfottermi.
    
    “Scusa… - balbettai – passavo e c’era la porta aperta…”
    
    La sua figura mi ballava davanti agli occhi: il suo petto peloso, il ventre piatto, il rigonfio pesante degli slip… Scrollai la testa e feci un passo indietro:
    
    “Scusami… scusami, ma davvero non mi ero mai accorto che sei così affascinante… Mi sembra quasi di vederti per la prima volta. Scusami… non volevo offenderti.”
    
    “Tranquillo.- fece Stefano, dandomi un buffetto sulla guancia – è che mi suona strano: è la prima volta che me lo sento dire… e da te, poi.”
    
    Si infilò una maglietta e un paio di pantaloncini sformati, che me lo resero ancora più sexy. Il fatto, però, di scoprire di punto in bianco una simile attrazione per un amico con il quale avevo avuto in passato una lunga e intima frequentazione mi metteva ora addosso uno strano disagio.
    
    Ogni fibra del mio corpo urlava di riempirmi gli occhi e la mente di lui, di stargli il più accosto possibile, di assorbire il suo calore, il suo profumo, il suo stesso sudore; ma nello stesso tempo provavo una sorta di pudore, di vergogna, che mi costringeva ad essere controllato, impassibile, asettico.
    
    Uscendo dal bagno, mi passò un braccio sulla spalla, guidandomi verso il soggiorno.
    
    “E così sei gay.”, fece porgendomi una birra appena tolta dal frigo.
    
    “Ti crea problemi?”, feci, bevendo un sorso e andando fuori sul balcone.
    
    Lui mi seguì.
    
    “No, - rispose – siamo nel duemila… E, poi, per ...
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