1. Big bang


    Data: 04/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: pitaya

    ... con la mano e scrollò le spalle. Dal frigo cacciò qualche bottiglia di birra e due confezioni di insaccati. Me le porse, indicandomi il cesto del pane.
    
    « Mi aiuti? »
    
    Mormorai un “sì” ed aprii la busta del pancarré, felice di avere un’occupazione. Gli lanciai un’occhiata di sbieco quando finii il secondo sandwich e vidi che se ne stava appoggiato al tavolo a sorseggiare una birra, scrutandomi con un’aria che non seppi decifrare.
    
    Ad un certo punto, Elvira lo chiamò in soccorso dal salotto, dicendo che non capiva come si accendeva il videoregistratore. Lui la raggiunse subito, temendo che le inesperte mani della ragazza rovinassero il suo prezioso aggeggio.
    
    Io mi sentii stranamente sollevato di non essere più soggetto al suo sguardo.
    
    Finii di preparare i toast, presi un piatto dal ripiano di marmo accanto al lavello e ce li impilai sopra. Li portai in salotto, dove trovai Marika seduta sul divano con dei pantaloncini impossibilmente corti ed una canottiera che lasciava ben poco all’immaginazione. Deglutii sonoramente ed appoggiai il piatto sul tavolo davanti al divano, sedendomi rigidamente dal lato opposto al suo e cercando di non far trapelare il nervosismo che il suo corpo ormai quasi seminudo mi provocava. Elvira, la cui mise poco differiva da quella dell’amica, era accovacciata davanti al lettore delle cassette insieme a Michele.
    
    Un gridolino di soddisfazione mi informò che i due erano riusciti a far partire il registratore. All’unanimità, in macchina, ...
    ... avevamo optato per “L’esorcista”, che è sempre un buon film da vedere in compagnia con un temporale che imperversa fuori dalla finestra. E poi era una delle poche cassette originali che Michele possedeva.
    
    Elvira si alzò con gesti atletici, stendendo le belle gambe toniche, e corse a spegnere le luci. Quindi, si sistemò ai piedi del divano, accovacciata in una posizione che personalmente mi pareva piuttosto scomoda. Michele, invece, affondò nei cuscini fra me e Marika, spalmandosi su tutto lo spazio disponibile e allargando le braccia sullo schienale in modo da abbracciare tutta la seduta, cosa che suscitò una piccola lamentela da parte della ragazza.
    
    Io mi feci piccolo piccolo contro il bracciolo e mi sedetti ancora più rigidamente, senza neanche appoggiare la testa contro lo schienale – che poi era già occupato dal braccio di Michele.
    
    Il film iniziò e cercai di focalizzarmi sulle scene. Ma era difficile. Difficile perché tutta la situazione era surreale, come un sogno intenso, un incubo agrodolce, la realizzazione di un desiderio che non sapevi di avere. Avvicinarmi a Marika, essere con lei, le sue gambe piegate sotto il suo corpo, le braccia sode e abbronzate e nude, le clavicole, i seni che la canottiera grigia non riusciva a coprire neanche per metà. E quest’altra bellissima ragazza, minuta e snodata. Elvira ora si era distesa supina, puntellata sui gomiti. Non riusciva a stare ferma con le gambe, che muoveva meccanicamente. Il suo sedere, tondo e fasciato dai ...
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