1. I giardinetti 5


    Data: 04/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: overbsx

    ... pochi colpi a far sì che sei sette schizzi bollenti colpissero la mia gola: gustai per intero la sua sborrata, ero felice di farlo scaricare nella mia bocca. Lo pulì per bene con la lingua, ed io stesso lo rimisi nelle mutandine, dandoli un bacio attraverso il tessuto. Ci ricomponemmo velocemente, e fui felice quando, prima di lasciarci, Marco volle baciarmi per dividere il suo sapore.
    
    All’uscita da scuola facemmo un po’ di strada insieme, li chiesi se le fosse piaciuto tutto quello che era accaduto, mi rispose che non pensava ad altro, anche se la cosa che le piaceva di più era quando io lo spompinavo; aggiunse che lui lo avrebbe fatto pure, ma solo per farmi contento, non le piaceva ingoiare.
    
    All’incrocio ci separammo dandoci appuntamento nel pomeriggio ai giardinetti. Mentre mi recavo a casa, pensai a ciò che mi aveva detto Marco per quanto riguardava il pompino con l’ingoio. Mi venne in mente la definizione di attivo e passivo insegnatami dal signore dei gabinetti, ne dedussi che Marco era attivo ed io passivo, ma: mi stava bene ugualmente.
    
    Il pomeriggio appena terminai i compiti, (a proposito ero il più bravo della classe, ed i professori mi portavano come esempio: “fate come………….. lui apprende subito”) in effetti non sbagliavano: apprendevo subito, avevo imparato subito a succhiare bene e cosa importante a non affogare mentre ingoiavo sborra a ripetizione; comunque mi precipitai subito ai giardinetti. Da lontano vidi Marco al campetto con altri ragazzi, cercai ...
    ... di non farmi vedere e scesi subito ai gabinetti. Il signore era intento a pulire, fu sorpreso nel vedermi così presto; io lo salutai dandole una pacca sulla gamba, e mi fiondai nello stanzino. Lui fu subito dietro di me, e dopo aver chiuso, disse: “ti piace chiuderti subito nello scannatoio eh!”, alla mia richiesta di cosa significasse scannatoio; lui rispose che era il luogo dove venivano sacrificati gli agnellini; dissi che avevo solo poco tempo, dovevo raggiungere gli amici al campetto. Va bene disse, spogliati che ti do subito il regalo e poi sei libero. Sarei andato via, ma lui nel frattempo aveva aperto la patta, e brandiva quel randello nodoso: lo toccai, pulsava nella mia mano, non seppi resistere, feci per abbassarmi per poterlo succhiare, sentivo già il suo odore di orina, ma lui: “no no bello, spogliati tutto se lo vuoi” e mentre parlava mi aveva già sfilato i pantaloncini, ero nudo. Ero nudo davanti al signore, forse avevo ancora i residui di sborra del mio Marco in bocca, e già desideravo aggrapparmi a quelle cosce e succhiare quel cazzo che odorava di piscio. Mi fece stendere di schiena sul lettino e piegare le gambe sino a farmi toccare il petto con le ginocchia, si inginocchiò e dopo avermi con forza aperto i glutei, sputò sul buco; iniziando un gran lavoro di lingua sul buchetto che lui chiamava “fighetta stretta”. Alternava il dito con la lingua, mi rilassai e lui fu subito contento: “bravo bravo, hai capito che devi offrirti tutto, devi essere ubbidiente, ...
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