1. Alla fine della fiera


    Data: 06/03/2020, Categorie: Etero Autore: key-d

    La mia attività mi porta spesso in giro per le fiere, specie nei fine settimana, dopo che già si è lavorato duro per 4-5 giorni. Vendo pannelli solari e quindi cerco di andare alle fiere o i mercati dove si tratta di ecologia, ambiente, ecc., che stanno diventando sempre più numerose e dove trovo una clientela più attenta. Con il mio furgone, lo stand, il materiale informativo. A volte mi chiedo se ne vale la pena, ma dopo 2 giorni di fiera torno sempre con molti contatti in agenda e anche con uno o due contratti firmati. E di questi tempi mi dico, sì, ne vale la pena, finchè ce la faccio, ancora un paio d'anni, quando arrivo a 40 anni stop. Stavolta eravamo a Udine, una fiera-mercato di 3 giorni, nelle vie del centro storico, una fiera un po' alternativa, con vegani, animalisti, comitati contro quello e quell'altro, ma eravamo in centro e quindi con molto passaggio. Accanto a me c'era il banchetto di due ragazzi di Pescara, una coppia, con due cani, che raccoglievano soldi per un progetto contro il maltrattamento nei canili, roba del genere. Lui era un bel ragazzo, non molto alto, i capelli castani arruffati, la barba di qualche giorno. Lei era più alta, i capelli biondi fatti a dreadlocks, come i giamaicani ma non molto lunghi, un viso infantile con un naso un po' grande ma sottile, molto caratteristico, con un piccolo piercing. Vestivano tutte e due la maglietta del loro gruppo, e pantaloni corti, lui alla Pearl Jam al ginocchio, lei corti corti tipo da ginnastica che ...
    ... lasciavano scoperte le cosce sottili e lunghe e scarpe da tennis ai piedi. Dato il caldo lei durante il giorno si toglieva scarpe e calzini e se ne stava scalza, bagnandosi i piedi e pure i capelli alla fontanella. Nei due giorni di fiera ci eravamo scambiati solo qualche frase di circostanza, sul loro progetto, sui loro due cani, sempre liberi di girovagare. Il mio sguardo spesso capitava dalle loro parti, specie sulle bellissime gambe di lei, così perfettamente affusolate. Venivano da Pescara, con una vecchia Ford e dormivano in una tendina in campeggio, fuori città. Non saprei dirvi l'età, sui 25 credo. Il patatrac successe la domenica sera, quando eravano tutti impegnati a sbaraccare e caricare la robe su auto e furgoni. Non so perchè, i miei due vicini iniziarono a litigare furiosamente, gridandosi insulti, dandosi degli spintoni, anche i cani si agitarono e abbaiavano in direzione dei loro padroni, senza capire. Finì che la Ford parti a scossoni, con tutto il carico, i due cani e il ragazzo. Lei rimase seduta sul gradino del marciapiede, con la testa tra le mani e singhiozzante. Non potei fare a meno di avvicinarmi e chiederle se era tutto a posto e le serviva qualcosa. Lei alzò il viso, mi guardò con i suoi bei occhi verdi, e con un po' di straffottenza mi disse "Sì, sì, tutto benissimo, mi ha mollata qua, senza soldi, con tutto quello che ho fatto per lui". Mi sedetti anch'io sul gradino e le chiesi "Non torna indietro?". E lei subito di rimando "Meglio per lui di no, ...
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