1. Alla fine della fiera


    Data: 06/03/2020, Categorie: Etero Autore: key-d

    ... pensieri più strani. Pensavo al suo seno, che mi immaginavo piccolo, vista la sua magrezza. Quando arrivammo al capannone, saltammo giù, io con i pantaloni semi aperti, aprii la porta dell'ufficio e accesi solo una luce da tavolo, così il posto rimase in penombra. La buttai sul divano e ci spogliammo a tempo di record. Le sfilai la maglietta marrone dell'associazione dei cani, e mi si parò davanti un bellissimo seno, tutt'altro che piccolo, ma tondo e sodissimo, sul quale mi attaccai come un bambino. Lei era sempre scalza, io mi sfilai i mocassini con un piede contro l'altro. I suoi pantaloncini scesero subito facilmente, trascinandosi dietro gli slip e fu subito nuda, lunga, sottile, dolce, bellissima. Io dovetti slacciarmi cintura e togliermi i jeans, ma tutte queste operazioni, dall'entrata in ufficio al tutti e due completamente nudi sul divano, non portarono via più di 60 secondi. Mi buttai su di lei, la penetrai subito, facilmente, con forza, e lei spingeva il bacino perchè la mia asta le arrivasse più in fondo. Non ansimava ma mi diceva "Dai, dai, forza, sù...", come se fosse una gara di ciclismo, e io dicevo "sì, sì, eccomi". Sarà stata abituata a ragazzi della sua età, belli energici, io avrò avuto 10 anni di più e meno allentamento, abbi pazienza. E poi non volevo venire subito. Mi interruppi, mi inginocchiai alla base del divano e presi a baciarla dai piedi, che effettivamente sotto erano neri, e poi i polpacci sottili... "Cos'hai non ti piaceva" chiese, "no, ...
    ... tutt'altro, ma voglio goderti tutta, voglio, vederti, toccarti, baciarti...". Non sembrava entusiasta, ma lo stesso la baciai sulle ginocchia, le cosce, che penso fossero la cosa più bella, così lunghe e morbide e comunque toniche ma veramente bellissime. Le baciai il sesso, bagnato e aperto dalla veloce scopata di prima. Quella pancia, dove scoprivo ora un piercing sull'ombelico e poi il seno, tondo, bello, con i solo i capezzoli piccoli ma il resto tutt'altro. Non me l'ero immaginato così, era veramente bello perdersi tra quelle due meravigliose colline. E ancora baci sul petto, fino alla bocca, che avevo già assaggiato ma adesso era più calda e spalancata per la mia lingua. "Scopami, dai". E ubbidii, tornammo a scopare, violentemente, volgarmente, come due cani. Quel pensiero mi fece venir voglia di vederla da dietro. Così la girai, leggera com'era era facile, e la feci inginocchiare contro il divano. Il sedere che avevo immaginato per tre giorni, sotto i pantaloncini e la maglietta, era proprio come me l'aspettavo, invece. Piccolo, sembrava quasi il semplice prolungamento delle cosce, appena un po'più rotondo. La presi in quella posizione, con forza, come sembrava piacesse a lei. "Ti piace, così"". "Più forte, più forte" - mi incitava "devi farmi male, allora mi piace". La sbattevo più che potevo, ritirando l'asta fino a quasi farla uscire per poi ripiombare fin dentro, fin dove andava. E poi, quand'ero proprio dentro dentro, mi fermavo e spingevo da lì, come per andare oltre, ...