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Parentesi, ... e ancora parentesi ... (1)
Data: 06/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: reninytxis
... misterioso che ne produceva solo per pochi amici. -A me non può dire di no, nemmeno nelle annate peggiori: la mia valuta è la più pregiata per lui. – diceva sempre, spingendo la lingua contro la guancia in un gesto eloquente quanto volgare. Non feci grandi onori alle pietanze, l’appetito mi aveva abbandonato. Dennis e Marco invece divorarono il cibo famelici. Alla fine ci ributtammo in salotto, Dennis seduto al divano, Marco ai suoi piedi, sul tappeto ed io in poltrona. -Certo, ragazzi, che voi due siete uno strano assortimento! – disse Dennis sorseggiando dal suo bicchiere. Marco si mise a ridere. -Luca non è proprio una sorellina. – disse – È piuttosto, come dire, un discreto utente del mio secondo canale. Per quanto l’allusione fosse tutt’altro che garbata, riuscì a strapparmi una mezza risata, ma Dennis non capì, “secondo canale” non aveva senso metaforico in inglese. -Ehm … Entrata di servizio? – ritentò Marco, facendolo ridere. -Quindi un bisex amatoriale. – rincarò Dennis. Le loro risate non mi mettevano proprio a mio agio. Marco accarezzava il polpaccio di Dennis, risalendo al ginocchio e poi alla coscia. Quelle carezze non lo lasciavano indifferente: vedevo il suo pene prendere lentamente vita, sollevandosi dallo scroto e strisciare lungo il muscolo della coscia. Marco notò il movimento con la coda dell’occhio. -Bene, bene, bene! Possiamo riprendere il discorso finalmente! Si mise in ginocchio di fronte a Dennis, accarezzandogli entrambe ...
... le cosce sode e snelle, sfiorando l’inguine e risalendo lungo gli addominali piatti e neri fino a raggiungere i pettorali accennati. Disegnò lenti cerchi attorno ai capezzoli che a malapena si distinguevano ma che si inturgidirono sotto il tocco sapiente di Marco, risaltando ora come piccoli bassorilievi sul suo petto liscio. Le mani di Dennis accarezzarono le braccia di Marco, scivolando dai polsi alle spalle e, facendo leva sul suo collo, si sollevò a sedere per poterlo baciare. Marco lasciò poi la sua bocca per dedicarsi al petto, spennellando nuovamente i capezzoli, godendo della loro consistenza sotto la lingua. E scese lungo la linea che divideva gli addominali, dedicandosi spietato alla tortura di quell’ombelico, prima di avventarsi sul glande che ormai, lucido e teso, svettava orgogliosamente tra le gambe del suo idolo d’ebano. Inutile nascondervi che la scena non mi lasciava indifferente anzi, mi aveva fatto completamente superare il disagio delle infelici battute precedenti. Marco, poi, mi offriva la vista dei suoi glutei palestrati e lisci, inarcando la schiena per meglio presentarli … “Che figlio … lo sta facendo apposta!” pensai. Sarebbe stato tipico di Marco. Sfilai i pantaloni e mi avvicinai, ma per punire Marco dell’atteggiamento di quella sera, giocai di malizia. Dennis, estasiato dalle carezze della lingua di Marco, mi sorrise ed io, scavalcando Marco, salii sul divano ed appoggiai le ginocchia allo schienale, con la verga ben ritta all’altezza del ...