1. Due sorelle: la perversione suprema


    Data: 10/03/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: LucasFromParis

    Le due sorelle
    
    Vidi la donna parlottare al telefono. Impallidire. Poi arrossire. Era sempre più imbarazzata e credo avrebbe voluto scomparire all’istante. Tuttavia i I segnali premonitori c’erano già tutti. Il tipo con cui si era accordata per qualcosa di speciale non rispondeva né alle telefonate né ai messaggi che lei mandava ansiosamente dal primo pomeriggio. Un silenzio totale. Come sempre in questi casi prima ci si danno mille spiegazioni (è impegnato, non ha letto..) poi via via si insinua il sospetto che dall’altra parte ci sia un pacco. IL pacco. Lei, con il suo vestitino nero corto, le autoreggenti e il tacco alto era pronta alla sua serata. Tutto era pronto, tutto meticolosamente organizzato. Ma crollò tutto.
    
    Inevitabilmente e nel modo più beffardo e ironico. Dall’altra parte del telefono, dopo che aveva finalmente deciso di rispondere quando ormai erano le 20 passate, non c’era un uomo. C’era un ragazzino. Confessò di avere 15 anni, di aver semplicemente voluto scherzare. Non sarebbe ovviamente venuto; in ogni caso nel luogo dove avevamo deciso di trascorrere la serata non sarebbe neppure stato ammesso. Povera! Da un lato mi dispiaceva per lei. Ma dall’altro una certa perfida soddisfazione mi stava invadendo lo spirito. Ormai era incastrata: non poteva sganciarsi, non aveva modo di tornare a casa sua che distava centinaia di Km. Anche perché non era sola. Sua sorella, anche lei magra e slanciata vestita allo stesso modo era al suo fianco. Sapevo che era in ...
    ... trappola. Sapevo che non si sarebbe tirata indietro a quel punto. Era tardi; era troppo tardi per lei. Non aveva modo di sfuggire. Lo sapeva lei, lo sapeva la sorella. Lo sapevo io. Ne avrei approfittato senza alcun ritegno. Non avrei dato tregua. Era quello il momento. Lo avvertivo con certezza. Ci sono momenti in cui un uomo sa esattamente cosa fare. Cosa dire. Come farlo. E soprattutto quando farlo. Il momento era quello. Esattamente quello. Le guardai ironico, divertito. Ma soprattutto le guardai in modo dominante. Ricordo le parole esatte, benché siano passati 15 anni. “Ragazze, ora cosa facciamo?”. Silenzio. Si guardarono senza osare una replica. Cosa c’era da dire infatti? Quale risposta avrebbero potuto dare? La mia frase successiva fu senza appello. Un solo ordine secco che non ammetteva neppure lui replica. Mi sedetti sul divano. Allargai le gambe. “In ginocchio ragazze, tutte e 2”.
    
    Le cose si stavano mettendo decisamente bene per me. Non l’avevo pianificato. Era successo e basta. La prima sorella, Pascale, era una mia compagna occasionale di giochi da qualche settimana. Abitava in non so quale paesino al nord di Parigi. Ogni tanto veniva a trovarmi. A casa, e perfino in ufficio. Non era una relazione e non avevamo molto da dirci. Era sesso, solo sesso. Crudo e diretto. Aveva un corpo magro e gambe lunghe che si aprivano senza mai fare storie. Amava il sesso. Le piaceva il mio modo di farlo. Sono presuntuoso a dirlo? Forse, ma la prova più evidente è che tornava ...
«1234»