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Fra i pini di mare con un giovane corridore
Data: 11/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: NiceDriver28
La necessità di prendermi qualche ora di relax mi aveva spinto, in quel pomeriggio infrasettimanale di inizio autunno, a recarmi presso quella spiaggetta isolata che avevo scoperto da qualche anno: luogo ideale per distaccarsi, seppur per poco tempo, dalla quotidianità talvolta opprimente dei nostri giorni. Godersi una sigaretta, in tranquillità, all’ombra dei pini di mare mentre, all’orizzonte, il sole inizia a calare tanto da sembrare che, ad un certo punto, si fonda con l’acqua, può davvero rappresentare un modo per combattere lo stress e ricaricare le proprie energie ed io, infatti, da quando ho scoperto quella spiaggia, ci torno spesso, quando posso e, naturalmente, quando le condizioni meteorologiche lo permettono, per riflettere, per rigenerarmi e per trarre giovamento dal totale immergersi in quella divina atmosfera che è rarissimo trovare in altri posti. Attraverso un sentiero, non ben visibile dalla strada principale, ci si può inoltrare con l’automobile all’interno dell’estesa pineta e la pineta è direttamente contigua alla spiaggia. Non vi è asfalto che si intrometta fra l’una e l’altra, come spesso in altri tratti di costa accade, e questo, appunto, consente a quella spiaggia di mantenere una vita a sé stante: sembra, insomma, di far davvero ingresso in un’altra dimensione in cui la quiete rappresenta l’elemento squisitamente predominante del luogo. In quel pomeriggio, la temperatura mite ancora permetteva di poter indossare solo il costume da bagno ed ...
... io me ne stavo disteso su di un telo da mare poco distante dalla riva. Mi ero posizionato di modo che le onde che si infrangevano sulla sabbia non arrivassero sino a me in quanto, benché non facesse ancora freddo, non avevo intenzione di bagnarmi. In posizione supina, con gli occhi fissi al cielo, gli unici lievi rumori che, in quel momento, riuscivo a percepire erano i battiti del mio cuore ed il mio respiro. Nient’altro. Mi sentivo completamente isolato, dissociato dal circostante e non udivo nemmeno il flebile rumore delle onde che terminavano la loro corsa a pochi millimetri di distanza dai miei piedi. “Cazzo!” esclamai ad un certo punto, all’improvviso, balzando in piedi: il mio essere totalmente rilassato non mi aveva permesso di rendermi conto che un’onda, un po’ più audace delle altre, aveva oltrepassato il confine presso cui si dissolvevano le sue compagne ed aveva invaso il mio telo, bagnando, seppur con dolcezza, il mio corpo ed il mio costume a slip nero. Il cielo aveva appena cominciato a mutare il suo colore, nell’azzurro intenso avevano iniziato a prendere vita quelle meravigliose sfumature arancio che annunciavano l’inizio del tramonto, ragion per cui risultava impensabile, ormai, pensare di asciugarsi sfruttando la luce solare. Ridendo, fra me e me, per quell’evento imprevisto, raccolsi le mie cose e mi diressi verso la macchina parcheggiata proprio sul confine che segnava la fine della pineta e l’inizio della spiaggia. Una volta raggiunta l’auto, con ...