1. Fra i pini di mare con un giovane corridore


    Data: 11/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: NiceDriver28

    ... un telo di riserva posto nel cofano, cominciai ad asciugarmi rapidamente quando, ad un tratto, avvertii un rumore di rametti secchi calpestati da passi che avanzavano ad un ritmo sostenuto. Istintivamente, rivolsi il mio sguardo nella direzione dalla quale mi sembrava provenisse quello scricchiolio e, lungo uno dei sentieri che si diramavano all’interno della pineta, scorsi un giovane ragazzo che percorreva il viottolo correndo con balzi cadenzati. Era moro, con la barbetta, non sembrava molto alto ma il corpo si dimostrava, ad una prima analisi, molto ben proporzionato.
    
    : “Questo viene a correre qui?”, pensai fra me e me “deve averne percorsa di strada dal momento in cui questo posto è lontano almeno 15 chilometri dal più vicino centro abitato!”. Il ragazzo non mi notò, non era molto vicino da dove stavo io ragion per cui non riuscii immediatamente a vederlo nel particolare ma, in linea generale, cazzo, la visione era molto più che gradevole. Quella pineta è enorme e si presenta piena di piccoli sentieri: qualche tempo prima avevo provato ad inoltrarmi un po’ di più verso il suo interno, seguendo proprio la traiettoria intrapresa da quel ragazzo, e sapevo che, un po’ più avanti, vi erano delle panchine in legno che formavano una sorta di piccola area pic-nic.
    
    : “Sono curioso cavolo!”, pensai fra me e me “ voglio vederlo più da vicino!” . Così decisi di avvicinarmi di più a quella sagoma che stava lentamente uscendo dalla mia visuale, ma la mia intenzione era quella di ...
    ... far in modo che lui non si accorgesse che lo stessi seguendo; l’unico modo per non destare sospetti sarebbe stato quello di raggiungere le panchine di legno prima che egli vi sopraggiungesse ed attendere lì il suo passaggio.
    
    : “Se ha preso quella direzione, e considerando il ritmo che sta seguendo, in circa 5 minuti dovrebbe arrivare alle panchine”, pensai “a me non resta che raggiungerle andando parallelamente via spiaggia!”. Così feci: mi infilai rapidamente le scarpe da ginnastica, presi al volo il mio zaino, chiusi la macchina e, correndo sulla sabbia, riuscii a raggiungere la piccola area pic-nic prima che ci arrivasse lui. Mi sedetti su di un tavolo in legno, aprii lo zaino ed accesi una sigaretta certo che, di lì a poco, quel bel ragazzo, che avevo avuto modo di notare poco prima, sarebbe sbucato. Il rumore di rami secchi calpestati che avevo udito precedentemente, infatti, non tardò a farsi risentire, segno tangibile che il figo si stava avvicinando. In lontananza, mi apparve la sua figura e man mano che si avvicinava a me riuscii a focalizzarla più nitidamente: correva allo stesso ritmo di prima, era a poca distanza da me ormai. Tentavo di fare l’indifferente, nascondendo la direzione del mio sguardo dietro i Ray-ban, quando mi accorsi che, finalmente, anche lui aveva notato la mia presenza. Il tipo si fermò e, usando il tronco di un albero, come punto fermo d’appoggio, iniziò a fare stretching. Cazzo se era bono! Una fascia tergisudore bianca fra i capelli nero ...
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