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Fra i pini di mare con un giovane corridore
Data: 11/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: NiceDriver28
... corvino leggermente lunghetti con rasature laterali; il corpo abbronzato, completamente lucido, metteva in evidenza una muscolatura ben proporzionata, non eccessiva, eccitantissima; sulle braccia guizzanti e all’altezza del polpaccio si dispiegavano una serie di tatuaggi. Aveva addosso una canotta gialla, maculata dal sudore prodotto dalla fatica del suo allenamento, un pantaloncino da jogging aderente blu scuro che cingeva un paio di chiappe marmoree ed un paio di guanti da running perfettamente abbinati agli shorts. Mentre osservavo dettagliatamente tutti questi particolari, mi accorsi di aver finito la sigaretta e, a quel punto, finsi di smanettare con il cellulare per continuare ad improvvisare azioni da cui potesse trasparire un’ indifferenza che, di fatto, non esisteva. Continuai a guardarlo con la coda dell’occhio e, quando mi guardò anche lui, un’eccitazione pazzesca mi assalì. Aveva appena finito lo stretching-time : “Oh Dio, che cavolo sta facendo adesso?” pensai quando mi accorsi che trafficava con le mani all’altezza del suo bacino. La risposta non tardò ad arrivare: si abbassò leggermente la parte anteriore del pantaloncino, tirò fuori il pisello, lo scappellò con nonchalance e si mise ad urinare: il fatto che pisciasse di profilo rispetto alla mia visuale mi consentì di vedere, al contempo, sebbene non chiaramente, sia il suo membro sia le sue chiappe fantastiche irrigidite dalla posizione assunta. Udii il rumore della sua urina che irrorava il fogliame ...
... sottostante e penso che l’eccitazione, in quel momento, mi abbia letteralmente mandato in fiamme il viso. Come muovermi? Cos’era quello, un invito? O semplicemente il ragazzo, durante un momento di pausa dalla sua corsetta pomeridiana, si stava godendo i piaceri di una pisciata liberatoria? Ma se così fosse, perché pisciare proprio davanti a me? Insomma, una serie di domande iniziarono a farsi strada nei miei pensieri, ma fu lui stesso a porre fine ai miei dilemmi: si sgrullò l’uccello, lo rimise in gabbia e ricominciò il suo cammino. : “Nulla di fatto”, pensai in quel momento “adesso se ne va!”. Mi passò davanti, ma non correva più allo stesso ritmo di prima, ora la sua corsa era molto più lenta. Alzai lo sguardo dal cellulare (ma quando mai lo avevo guardato il telefono?) e feci in modo che lui capisse che lo stavo guardando. Lo fissai ed in quell’istante notai che aveva anche un taglio d’occhi favoloso. Percepii, però, una certa agitazione in lui: mi sembrò fosse desideroso di fermarsi, ma che, allo stesso tempo, avesse un po’ di timore a farlo. Con molta probabilità mostrava indecisione nella fase di “abbordaggio” in quanto non sapeva bene per quale motivo io mi trovassi lì e, forse, aveva paura di una mia eventuale reazione negativa. : “Devo fare qualcosa per fargli capire che ci sto!” risolsi fra me e me e, quindi, balzai giù dal tavolino con la forte intenzione di attuare un qualche segnale, più o meno preciso, attraverso cui rendere evidente il mio interesse nei suoi ...