1. Fra i pini di mare con un giovane corridore


    Data: 11/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: NiceDriver28

    ... pineta che ci divideva dalla mia automobile con i cazzi in erezione e baciandoci in continuazione.
    
    Mentre camminavamo lungo il sentiero mi disse, fra un bacio e l’altro, che lui non era della zona o meglio che era originario del luogo ma che viveva al nord ed aveva una casa al mare, non molto distante da lì, di proprietà dei genitori e che ci stava trascorrendo con loro quegli ultimi giorni di sole perché stavano attuando dei lavori di ristrutturazione: sarebbero ripartiti l'indomani.
    
    : -Se non ci fossero stati loro a casa, potevamo andare lì-, disse risentito –e passare insieme tutta la notte. Tu meriti di essere goduto per bene, in un letto-, aggiunse spostandosi dagli occhi, con uno sbuffo, un ciuffo sbarazzino di capelli -cazzo, perché ti ho incontrato solo oggi!-
    
    : -Non ti preoccupare-, gli dissi risoluto dandogli una pacca sul gluteo –ci rifaremo in qualche modo, prima o poi. Intanto possiamo accontentarci di una sistemazione di fortuna. La mia macchina non è comoda al pari d’un letto, ma può risultare abbastanza confortevole per certe cose!- Ridemmo. Il suo sorriso bianchissimo che contrastava con la barba scura era una delle cose più arrapanti che io avessi mai visto: pensare di non catapultargli istantaneamente la lingua in bocca rappresentava una vera e propria un’eresia. Ci baciammo ancora.
    
    Appena arrivati all’auto mi disse : -Devo chiamare un attimo mio padre, sta facendo buio e non vorrei si preoccupasse. Tu poi, eventualmente, potresti ...
    ... riaccompagnarmi a casa? Così possiamo stare insieme più tempo!-
    
    : -Certo, e me lo chiedi? Non preoccuparti assolutamente! – gli dissi in tono rassicurante.
    
    Da una taschina ben nascosta degli shorts tirò fuori lo smartphone ed allontanandosi di qualche passo fece la sua telefonata. Mentre passeggiava, parlando a telefono con il padre, lo ammirai ancora: bello, sexy, con il pesce ancora eretto ben visibile dai pantaloncini. Non vedevo l’ora di possederlo e di farmi possedere. Appena finita la sua telefonata, tornò da me, mi si gettò addosso e mi mordicchiò l’orecchio sussurrandomi
    
    : -Allora? Dove eravamo rimasti, figaccione?-.
    
    Scopammo, non so per quante ore: un po’ in macchina, un po’ all’esterno dell’abitacolo, ove la dolce musica prodotta dalle onde del mare era ben percepibile e faceva da poetico sottofondo, accompagnando il magico ed erotico incontro fra le nostre corporature sudate. Ricordo ancora bene l’estrema eccitazione che mi pervase quando il mio membro pulsante, e con le vene in rilievo, si fece strada fra quei glutei fantastici penetrando nel suo corpo; ricordo le sue smorfie di dolore miste al piacere mentre mi muovevo dentro di lui ad un ritmo frenetico e ricordo perfettamente che lui usò lo stesso ritmo incessante con me quando mi piantò il suo pesce nel culo con decisione, senza formalizzarsi troppo. Raggiungemmo il culmine del piacere diverse volte, fino a stremarci, l’ultima delle quali sborrando l’uno sul viso dell’altro. Il ricordo del momento in cui mi ...
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