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GIOVANNA DAL PENTACOLO 3
Data: 14/03/2020, Categorie: Etero Autore: Giovanna
Al mattino presto, mi svegliai per la voce di mamma, che , mi chiamava. - Giovanna, Giovà ... vai a svegliare la nonna che oggi scende con noi. � Mi sentivo assonnata, pesante, con la lingua impastata, come chi è andato a letto ubriaco. Quasi scivolando sul pavimento freddo, riuscii ad alzarmi, mi sentivo vecchia e vuota e avevo la testa piena di dubbi, come nuvoloni neri che annunciano un temporale. La mamma era già in piedi, sistemava il mio zainetto. - Vai � disse � accompagniamo a te e poi andiamo dal medico, a Benevento. � Aprii la porta dell� ala della casa in cui viveva mia nonna, ma in camera sua non c� era, il bagno era aperto: pulito e ordinato, come al solito. Mia nonna era mattiniera, ma da tempo restava quasi sempre a letto, non poteva fare sforzi perché soffriva di cuore. Scesi la scala che portava al piano terra, cercai nel garage, per scrupolo, ma niente. Guardai fuori ... la strada, all� alba, era deserta. Poi sbirciai nel vano del vecchio negozio ... niente, poi nel bagnetto abbandonato. Stavo per risalire quando per abitudine infantile, controllai lo spazio vuoto sotto le scale, dove da bambina mi nascondevo per gioco. Due palle bianche mi fissarono, vitree, fredde. Feci uno scatto all� indietro e per poco non stramazzai sul pavimento: un volto orrido, con gli occhi strabuzzati e la lingua nera fuori dalla bocca, penzolava ... il corpo della nonna era appeso alla vecchia catena che usavamo prima di avere il cancello elettrico. Era completamente trasfigurata ...
... dalla paura e dai patimenti di una morte terribile. Si era impiccata alla catena e i gli anelli metallici le avevano spezzato il collo. A pochi passi dai suoi piedi uno zirro d� acciaio: probabilmente si era aiutata con quello, salendoci sopra; la catena, invece, era fissata a uno dei ferri della ringhiera della scala soprastante. Terrorizzata e impietrita riuscii solo a chiamare: - Mamma, mamma! � con voce strozzata. Quando mi ripresi da quella turbolenta mattinata capii di avere provato la prima grande paura: Paura per la morte! La giornata mi travolse. Finalmente quella sera, sola in casa, nonostante stessi per crollare dallo stress e dalla fatica, mi preparai la vasca da bagno per cercare un po� di relax. Alla fine, mentre mi asciugavo, notai che le due macchioline rosse, che da sempre ricordavo di avere sull� alluce sinistro, erano diventate tre, come a formare una specie di triangolo equilatero. �Che strano�... poi mi ritrovai a ripensare a tutti gli avvenimenti trascorsi. Sentivo che dentro di me stavo cambiando rapidamente. Anche se non ero più una bambina, nonostante i disagi di una vita da sottoposta, non avevo mai capito il male. Adesso, invece, mi si parava di fronte un mondo nuovo, pericoloso e ostile. Comprendevo la malizia delle persone e gli scopi occulti che volevano raggiungere nei loro progetti, a breve e a lungo termine. Ad esempio, mio �zio�, lo zoppo ... l� avevo sempre visto semplicemente come una persona grossolana e sterile, avevo capito da tempo che ...