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GIOVANNA DAL PENTACOLO 3
Data: 14/03/2020, Categorie: Etero Autore: Giovanna
... faceva sesso con mia madre, ma non avevo mai intuito la sua malizia, le sue meschinità e i suoi progetti di arrivismo smodato. Mi resi conto che quell� essere squallido e solo, coltivava manie di grandezza del tutto assurde. Compresi l� arrendevolezza e la paura di mia madre. Aveva sopportato molti sacrifici e umiliazioni, anche per causa mia, ma il suo carattere era debole, mancava di orgoglio e non aveva alcuna fiducia in se stessa. E� vero quel che si dice: a volte la miseria rende vili. E compresi anche che qualcosa non quadrava nella morte della nonna, violenta e improvvisa. Possibile che non ci avesse lasciato niente? Nessun documento, nessuna annotazione, nemmeno una lettera. Mia nonna non era una donna ignorante, al contrario era laureata e aveva insegnato matematica per anni al liceo di Benevento. Ci aveva sempre aiutate e protette, in particolare aveva una predilezione per me, che nascondeva accuratamente a tutti i parenti e perfino a mia madre. Eppure: era morta suicida senza lasciarci niente, assolutamente niente. In questo caso l� unico erede, guarda caso, era proprio lo zio Tonino, maledetto dalla sorte, ma fortunato come un �Gastone�. Da figlio sventurato, grazie alla prematura morte di mio padre si era ritrovato figlio unico ed erede di parte dell� eredità e di tutta l� attività della famiglia di mio nonno. E adesso, con la morte della nonna, diventava padrone dell� intera proprietà, che non era poca cosa. Ne parlai con mia madre e le ricordai anche che ...
... qualche anno prima avevamo accompagnato più volte mia nonna alla banca e dal notaio del paese, Formiello. Le dissi di andarci per chiedere spiegazioni, ma lei non se la sentì; e allora, contro la sua volontà, mi ci recai io stessa, un pomeriggio, pochi giorni dopo. Il notaio era un uomo anziano sposato con una vecchia signora malata da anni. Era grassoccio e calvo, lievemente untuoso, come tipo. Fu molto sorpreso dalla mia visita, anche perché era sabato e lo studio era ovviamente deserto. -Vieni, piccina. Mi ricordo di te, ti chiami Giovanna, è vero? � mentre parlava e prendeva tempo, mi risultò chiaro che la sua mente elaborava pensieri su tutt� altri argomenti, preparandosi di certo a rispondere alle domande che già immaginava gli avrei sottoposto. - Mi è tanto dispiaciuto per la tua povera nonna, da giovani eravamo amici, sai? � disse il notaio, facendomi sedere sul divanetto della sala d� attesa. Ascoltandolo mi misi comoda e mi accorsi dello sguardo bramoso che lanciò alle mie ginocchia nude, facendo finta di niente. - Che bella ragazza ti sei fatta, Giovannella. Brava � continuò � Lo gradisci un bicchierino di rosolio? O il nocino? Non per vantarmi, ma lo faccio io con le noci nostre, a san Giovanni ... ah ah � rise senza allegria. Tagliai corto, dimostrando una certa decisione, e chiedendo come era possibile che mia nonna non avesse fatto un testamento. Ma lui si schernì con falso disappunto: - E figlia mia, cosa pensi, che non capisco il vostro disagio? Tuo e di mammà? ... ...