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La festa del culo
Data: 23/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FringuellinoCaldo
... compagnia, quello che mi era dentro sborrò abbastanza rapidamente, inondandomi le viscere. Subito dopo mi ritrovai piegato sul tavolo, un altro che entrava, un colpo secco e via. La vestaglietta era arrotolata sui fianchi, ingombrava, quindi me la tolsi, ora i cazzi nel mio culo si susseguivano uno dopo l’altro, alcuni facevano male, altri no, a seconda delle dimensioni ma, soprattutto, dall’abilità e dall’esperienza dei maschi. Ad un certo punto c’era chi batteva le mani e diceva “olè” al ritmo delle pompate di chi mi stava scopando. Il buco era un caverna, si era rilassato ed cazzi vi scivolavano dentro ormai senza difficoltà, la sborra mi riempiva gli intestini. Adesso trovo curioso il fatto che in tutto quel casino, quel tripudio di uomini duri e vogliosi, nessuno me lo mise in bocca o in mano, non fecero altro che sodomizzarmi, focalizzati sul mio ano gocciolante, da sbattere a più non posso. “Cazzo, questa è LA FESTA DEL CULO” disse uno dei presenti un attimo prima di buttarmelo in corpo per l’ennesima volta. Si incitavano a vicenda, poi subentrò la competizione e la cosa divenne una sorta di gara, chi l’aveva più grosso, chi durava più a lungo, chi mi faceva strillare più forte, poi anche chi fosse più resistente e riusciva a farne di più, così anche chi aveva finito ricominciava. In alcuni casi ero il giudice, dovevo dire chi era stato più bravo, chi mi aveva fatto godere, chi mi aveva fatto più male, cose così. In palio un bicchiere di vino o ...
... di birra da buttare giù tutto in una volta, nel frattempo bevevo anch’io, nonostante fossi quasi astemio. Più erano ubriachi e più mi sbattevano, senza un attimo di respiro, il cazzo mi gocciolava e questo, siccome mi vedevano “godere” li spingeva a darci ancora più dentro. Non capivo più niente, avvertivo solamente quegli affari che mi entravano dentro e mi schizzavano, uno dopo l’altro, nell’intestino fino a non poterne più. Ascoltavo a malapena i loro commenti, mi osservavano il buco del culo da vicino, uno disse e ce l’ho ancora nelle orecchie, prima di fottermi per l’ennesima volta, che era diventato liscio e mi erano sparite le grinze, che me l’avevano “spianato” e che c’era una tana buia e rotonda “come il tubo della stufa” e quando mi penetrò dichiarò che “il cazzo ci scivolava come un pistone in un motore ”, ovviamente anche lui mi sborrò dentro. Poi si acquetarono, qualcuno disse che ne avevo abbastanza, fu solo in quel momento che un altro paio, non ancora contenti me lo misero anche in bocca, aumentando il senso di acido che mi veniva dallo stomaco pieno di alcool. Restammo ancora un po’ lì, poi fu deciso di rientrare e ci avviammo a piedi verso il paese. Fu durante il tragitto che non resistetti più, con il culo aperto, pieno in quel modo, mi dovevo fermare ogni cinque minuti ad evacuare, non riuscivo a trattenermi forse anche perché avevo bevuto. Diarrea e vomito, mi lavai come potevo ad una fontana che era sulla strada, le mutande le avevo ...