1. La festa del culo


    Data: 23/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FringuellinoCaldo

    ... gettate, tutte impiastricciate.
    
    Quasi in paese incontrai R.: “Accidenti, ma come sei conciato, hai bevuto? Mi sa anche che ti sei fatto una panciata di cazzo oggi! Ma è mai possibile che tu non sia capace a dire di no… nessuno ti costringe, vabbè che ti piace prenderlo nel culo, ma così esageri!” mi rimproverava in quel modo, mentre mi accompagnava a casa con un paio di quelli che erano al casolare.
    
    Gli domandai perché non c’era e lui si giustificò dicendo che si era immaginato che sarebbe finita così.
    
    Tra l’altro camminavo anche un po’ in maniera strana perché dovevo stringere le chiappe, ci avevo incastrato dei tovaglioli di carta, usciva roba e mi andava su l’aria, con l’orifizio che era rimasto aperto e ci sarebbe voluto un po’ prima che tornasse accettabile e io potessi tornare a trattenermi normalmente.
    
    Dissi a mia madre che avevo mangiato dei fichi e mi avevano fatto male, lei mi rimproverò perché, invece, avevo bevuto e non lo reggevo.
    
    Invece “reggevo”, eccome se reggevo!
    
    Restai in casa alcuni giorni, quando uscii loro erano lì ad aspettarmi, tutti pronti a mettermelo nuovamente nel culo.
    
    La prima zoccoletta che vidi fu Vilma che mi raccontò dei commenti che si erano fatti in giro, adesso ero veramente famosa, dicevano che ero proprio una troia sfondata, che non ne avevo mai abbastanza, parlavano del mio culo, che era già spanato ma ora stava diventando mitico: “Non ...
    ... è un culo normale, è largo come un secchio (fece un gesto con le mani) e più morbido di un figa… proprio da scopare”, più o meno questo era il succo dei discorsi.
    
    Arrivò anche R. che mi ripeté i commenti, dopodiché ci spompinammo un po’ a vicenda, tanto per non perdere il vizio. Lasciai il culetto a riposo anche se R. volle controllare e ci infilò il dito.
    
    Il riposo durò poco, infatti M., che non c’era quel giorno nel casolare, ovviamente aveva saputo tutto e non vedeva l’ora che gli raccontassi la mia versione dei fatti.
    
    Il giorno dopo mi venne a cercare, andammo al Capannone ed al termine del racconto mi inculò alla grande, per constatare le condizioni del mio buco del culo lo volle subito infilzare, trovandolo in effetti alquanto spanato, allora mi fece mettere sul un fianco, con le gambe strette in modo che si stringessero anche le chiappe per poter “sentire” meglio il contatto della nerchia con le pareti del canale anale. Poco dopo tocco a T., che venne a casa mia con la madre e mi scopò in cantina. Il padre di famiglia era fuori città ma appena rientrato mi diede una bella ripassata (lui si che con quella bestia che si ritrovava me lo spaccava il culo!) seguito dal cugino di mio padre. Anche G. e S., come sempre in coppia, vollero la loro parte.
    
    Tutti curiosi di vedere come stava il mio deretano.
    
    Stava benissimo.
    
    Così via ripresi il ritmo normale, la girandola dei cazzi. . 
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