1. Le disavventure giovanili di Gena. (La fine della prima parte!!!!)


    Data: 26/03/2020, Categorie: pulp, Autore: Tibet

    Il rimedio "greco" di Fra Pietro contro le gravidanze - I due frati li lasciano - L'incontro con i terribili Lanzichenecchi - La rapina e il grave ferimento di Bernardo - Gena si prostituisce... Pesante l'atmosfera fra i componenti della piccola compagnia in marcia alla partenza della ulteriore tappa del loro cammino, Gena che ancora deve metabolizzare il pericolo corso nel monastero femminile, le torture subite, la morte atroce alla quale ha assistito e ha paura della strana attrazione che prova per il dolore, per la sua sottomissione alla violenza. I due frati stranamente silenziosi, consci della gravità dell'atto compiuto, per quanto possa essere stato legittimo un assassinio non è compatibile per due frati, uomini dediti alla pace e carità. Bernardo che nulla sa di quanto occorso a Gena, ma le imputa ancora il vergognoso allontanamento dal Gran San Bernardo, non pensa comunque a come ha violentato la figlia, commettendo il grave peccato di incesto, anzi anche questo lo imputa alla figlia. La prima tappa li vede a Orsieres dove prendono alloggio nell'ospizio. Si addormenta sfinita da quanto ha vissuto, ma viene svegliata da due mani che le stanno palpando il sedere, le stanno allentando la cinta e cercano di abbassarle i pantaloni, le scoprono il culo... sente premere una verga dura. E Bernardo, il padre, che sta cercando di prenderla da dietro. E lei si allontana, lo rifiuta, lui cerca di tirarla a se, insiste, vuole possederla. Lei che sussurra. “No no... è peccato...” ...
    ... Lui che le dice... “Sei una puttana, ti sei fatta possedere anche dai frati...” Gena riesce a farlo allontanare e Bernardo desiste, dopo un po' lo sente addormentare profondamente. Ripartono la mattina presto. Altre soste... Martigny. Le Bains de Lavey. Il cammino è faticoso e pericoloso, attraversano torrenti e forre boschive e si sa che è un territorio infestato da ogni tipo di malfattori. Durante una sosta Fra Pietro le si avvicina, approfitta del fatto che sono distanti dal resto del gruppo. “Gena... figliola... potresti essermi figlia e nonostante ti abbia concupita, presa e goduta e sapendo che cadrei nuovamente nel peccato della lussuria con te, ti porto affetto e voglio darti una cosa che ti sarà molto utile. Con la tua debolezza verso il peccato della carne non passerà molto tempo che ti ritroverai gravida, ti do questo unguento che ho composto per te al monastero, l'ho composto seguendo una ricetta greca, un composto di miele, cera e una infinità di piante medicinali miracolose. Serve a evitare le maternità non volute, renderà innocuo il seme maschile che ti riempirà la vagina, ma attenta... non farne cenno con nessuno, neanche in confessione perché è peccato da rogo...” E continua... “Ne prendi un po' sulla punta del dito e lo spalmi bene internamente e profondamente, devi farlo all'inizio del periodo fertile, cioè circa una settimana finito il tuo periodo impuro e ti proteggerà...” E ancora... “Te lo metto io la prima volta, tu guardami come faccio, su... scopri la ...
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