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Le disavventure giovanili di Gena. (La fine della prima parte!!!!)
Data: 26/03/2020, Categorie: pulp, Autore: Tibet
... a terra e mille mani che frugano in lei. Sono come cani famelici gli uomini che la prendono, usi a violentare e ammazzare senza pietà. Nulla può Gena se non subire. E subisce ogni cosa, ogni penetrazione, ogni uso che fanno del suo corpo. Viene presa da tutti, uno dopo l'altro, sente le loro brucianti e dolorose violenze quando sono in più di uno che tentano di entrarle fra le cosce o nel suo ano. Sente le grida, le urla selvagge e le dispute per possederla per primi e si estranea mentre viene violentata, non si oppone... sente i molti cazzi entrare in lei, fotterla e riempirla e quel maledetto stimolo dentro di lei, quello che ama il dolore, l'umiliazione, la violenza, prende forza e Gena gode anche del feroce amplesso di gruppo, il piacere estremo della umiliazione e del dolore fisico. E quando, mentre il resto del gruppo si allontana e si riveste e rimane un ultimo uomo ancora non sazio che la prende nuovamente, Gena gode incredibilmente di un lungo orgasmo! Poi... perde conoscenza e al suo risveglio si ritrova nuda e ricoperta di sperma, dolorante in ogni sua parte del corpo. Guarda il padre che giace incosciente a terra coperto di sangue, gli si avvicina, cerca di fargli riprendere conoscenza. Non le riesce, allora si riveste, si rende conto che deve cercare aiuto, qualcuno che possa aiutarla a soccorrere il padre, si porta sulla strada e aspetta. E' un percorso frequentato e non passa molto tempo che arriva un carro trainato da buoi, il conducente l'aiuta a caricare il ...
... padre e li porta a una locanda poco distante. La padrona, una megera sporca e disordinata la riconosce subito come una ragazza, si fa raccontare cosa le è successo, guarda Bernardo ancora esanime e le chiede se ha da pagare l'alloggio e il vitto. Gena deve ammettere di non aver denaro e la megera le fa la proposta. In cambio del vitto e di una stanza calda fino a quando il padre non si sia rimesso in forze... lei, Gena, dovrà prostituirsi nella locanda, il compenso sarà trattenuto dalla padrona. Gena razionalmente decide che non è il caso di fare la santarella, ha la necessità di superare il momento e sopravvivere e negli ultimi tempi che ha vissuto ha potuto verificare quanto è soggetta al sesso, al peccato, alla depravazione, qualche uomo in più non farà nessun cambiamento e accetta la proposta. Ottiene la stanza, il calore di un fuoco e vitto abbondante per ambedue e qualche notte di riposo, ne ha bisogno dopo la violenza subita. Bernardo viene spogliato e messo in un letto, le sue ferite lavate con acqua e aceto, alimentato con una zuppa calda. Gena crolla in un lungo sonno ritemprante e la mattina si sveglia rinata. La padrona le da un vestito con il quale torna ad avere un aspetto femminile. E' bella Gena e la profonda scollatura evidenzia il candore e il turgore del seno, sotto il vestito non ha nulla. Dovrà servire ai tavoli e concedersi a pagamento, sarà la padrona che contratterà le sue prestazioni, le fa vedere dove avverranno, è un locale senza finestre illuminato ...