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I migliori an(n)i della nostra vita_3
Data: 07/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: honeybear
... Occazzo, cazzo, CAZZOOOOHHHH!!!!“ Un riso soffocato (il suo ovviamente) si levò dalla faccia seppellita tra le mie chiappe. La lingua, vogliosa, trapanava imperterrita e sfrontata il piccolo orifizio che ormai non opponeva la minima resistenza. Era stupendo! Tutto il mio culo sembrava muoversi autonomamente, librandosi in aria. La sua lingua mi stava facendo impazzire, trasformandomi in un animale che grugniva gemeva e ansimava, sfregando le sue chiappe contro la sua faccia. Sono più che certo di aver gridato come un ossesso (tanto non c’erano orecchie indiscrete ad ascoltare), ma sono altrettanto certo che mi capirete quando dico che non avevo mai provato un piacere simile!!!! Seguitò imperterrito a leccare ma lo sentii anche frugare nella borsa che aveva portato con sé. Mi voltai a guardare. “Alzati!” si appoggiò a me facendomi sentire tutta la potenza della sua erezione attraverso i pantaloni. D’istinto mi voltai. Lo fissai per un secondo e le mie labbra si avventarono sulle sue. Iniziai a baciarlo come un affamato si butta su un panino per divorarlo. Le mie mani iniziarono letteralmente a strappargli i vestiti di dosso: in un attimo gli slacciai i bottoni della camicia accarezzandogli il morbido tappeto scuro. Ancor più velocemente gliela sfilai prima di dedicarmi a ciò che stava sotto la cintola. Anche lui sbuffò come un animale in calore. Annusai l’odore di maschio che proveniva dalla patta gonfia e, questa volta lentamente, slacciai cintura e ...
... pantaloni abbassandoli per godere della vista di quel manganello che si profilava attraverso la stoffa degli slip. Con un calcio allontanò scarpe e vestiario, mi spinse a voltarmi e ad abbassarmi sulla panca. Mi piegai per osservare attraverso le mie gambe divaricate, cosa stesse facendo. Anche lui se ne stava a gambe aperte con quel pacco enorme ancora incartato. Mi prese per i fianchi abbassandomi; mi puntai con i gomiti sul duro asse di legno prima che prendesse a strusciarmi il suo arnese tra le chiappe. Strinsi le labbra passandoci sopra la lingua. Cominciai ad avvampare mentre, ancora una volta, il culo andava a cercare quel gonfiore che tanto piacere gli dava. Si fermò per sistemare meglio la mia posizione. Mi voltai invitandolo con lo sguardo a non fermarsi. E di certo non l’avrebbe fatto! Si calò gli slip. La sua proboscide svettava più dura che mai; era di un colore rosso scuro, quasi marrone. Cominciò ad ondeggiare leggermente su e giù, esercitando una sorta di richiamo ipnotico per la mia rosellina che non riuscì a sottrarsi all’invito e si protese, una volta di più, verso di lui. La cappella, da cui colava un denso filo di liquido prespermatico, iniziò a sfiorarla sempre al ritmo di quella danza, mentre il coach da un piccolo flacone fece per spremere una sorta di gel direttamente sul bastone. “Ma non dovrebbe usare… Ecco…” lo fermai “Cosa? Ah, il profilattico intendi? – e dalla borsa di Mary Poppins comparve una bustina color oro che aprì con i ...