1. A - p - o - c - a - l - i - s - s - e - atto secondo - lenzuolo bianco


    Data: 07/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL

    La luce si accese.
    
    La pioggia del mondo si accese.
    
    Si accese sulla soglia di un cortile, in milioni di gocce di luce incandescenti alla rifrazione dei lampioni. Sul limitare destro del cortile, correva un basso muro di pietra oltre il quale ancora più in basso, ruggivano le acque rabbiose del torrente.
    
    L’uomo mi stava innanzi, mi faceva strada nella notte. Mi conduceva nel regno coniugale che s’intese violare.
    
    L’uomo è così, qualunque esso sia. Non è tradimento, è la risposta ad un istinto che non vede, e che invoca di continuo la moltiplicazione degli animali. Un istinto supplice di conservazione della specie nella motilità incessante dello sperma, solleticando ciecamente gli uomini in perpetue deviazioni.
    
    E’ istinto non vedente, che talvolta trascura la distinzione dei sessi. Nella brama si sospendono le altitudini liriche di un declamato amore coniugale, consacrato al tempo davanti ad un altare.
    
    La natura è cieca. E’ sommaria nella sua lussuria.
    
    Lo vidi meglio quell’uomo che mi stava innanzi.
    
    Il cappuccio alzato e le natiche vigorose, la stazza delle gambe e quel polpaccio rigonfio prima dello schianto in terra di un piede sicuro nell’incedere.
    
    Tra il suo ano pensai, ed il suo genitale equino che tastai in furgone poco prima, vibrava l’elettrizzante moto del suo sperma, che cellula dopo cellula richiamava nel mentre le compagne dormienti, per la sortita imminente che si andava preparando.
    
    Salimmo delle scale protetti da un glicine folto, ...
    ... prepotente e gocciolante di lilla.
    
    La porta si aprì. Dietro ogni porta insiste l’imminente futuro che ci attende.
    
    Dietro alcune porte, insistono luoghi da cui si esce non più gli stessi.
    
    Non una parola. Tremavo, ed anche lui tremava.
    
    Mi guardai attorno, c’erano i bricchi, i bicchieri, i bollitori di rame; e poi i piatti nelle madie, i ferri da lavoro, e tutte le buone cose del tranquillo quotidiano.
    
    Nel silenzio entrammo nella camera da letto.
    
    Un lampo accese il candeggiare di lenzuola distese con cura sul talamo. Un altro subito dopo, avvampò l’intaglio di un piccolo armadio e di modesti comodini. Ero nella camera coniugale del macellaio.
    
    La finestra presso i cui vetri io mi accostai, dava sulle acque piene del torrente e poi sulla montagna, dai cui boschi in quella stessa notte vi discesi, sfidando la monta dei cinghiali, fuggendo forse per sempre dalla dimora del mio tiranno.
    
    Poi mi voltai, e vidi quell’uomo che raccolse a sè le pieghe delle candide lenzuola nunziali, per distenderne delle nuove, virginali, che avrebbero accolto i nostri corpi frementi.
    
    Fu in quell’attimo preciso, in quel lavorìo dell’uomo, che io vi intercettai nell’intenzione una certa cura… di rispetto coniugale, nonostante il tradimento che si andava apparecchiando; rendeva comunque in quell’atto il dovuto onore alla sua sposa, che col primo treno sarebbe all’alba rincasata e che mai avrebbe giaciuto nel telo vulnerato dall'inganno di una notte brava.
    
    Pensai allora al mio Riky, ...
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