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A - p - o - c - a - l - i - s - s - e - atto secondo - lenzuolo bianco
Data: 07/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL
... che l’ingresso, dopo qualche centimetro trovò un secondo anello, tenace, più severo come guardiano del regno virginale dell’uomo. Ecco allora che il membro del mio maschio esitò ma senza uscire dall’amore tubolare che aveva dato inizio. Forzò la seconda serratura rotonda con lenta e inesorabile spinta. Fu allora che sentii dentro di me la resistenza della mia verginità che a poco a poco cedeva sotto la pressione continua e sicura del maschio. Anche il secondo anello mio ad un certo punto si arrese, ed egli entrò in fiera parata militare. Sentii come dentro di me una strana sensazione. Una miscela esplosiva di voglia di urinare, di evacuare…. e di sborrare. Era il piacere anale ma non restai molto a contemplare le sensazioni che mi pervasero nel mentre. Come un pendolo, quel fallo prese ad uscire e sentii forte dentro di me il terrore di perdere i rimasugli del cibo trangugiato la sera prima. Ma fu una sensazione. Si perché ebbi modo di tastare con le dita il circolo del mio ingresso e non percepii altro che l’umido vischioso della saliva, adoperata all’uopo come vero ungente umano dal maschio che in quegli attimi si accingeva a deflorare un altro maschio. Rientrò deciso entrò tutto. Sentii forte dentro di me un piacere potentissimo derivarmi da qualche mia parte sommersa sotto il ventre e credo che egli udì nell’etere quel io piacere strano, tanto da riprendere l’esercizio con costanza e con fare via via sempre più aggressivo. Mi fotteva. Mi stava fottendo con ...
... foga. Io mi arresi e così il mio retto alle spinte di quell’uomo. Tenevo schiantati i miei polsi sulle lenzuola e sulla mia schiena si dispiegavano onde di brivido smosse da quello che fino ad allora fu il mio tabù. Inarcai la schiena e un lampo accese l’interno di quella camera buia. Dietro di me, dai vetri, vidi il riflesso di un uomo possente cavalcarmi le natiche, ed un secondo lampo riaccese quella stessa visione ardente nella vista di un maschio sudato, divenuto bestia nella foga del fottere. E nel viso… nel viso.... io non vi scorsi più l’immagine virile e quasi gentile degli istanti prima, ma vidi, presaga trai lampi, l'effige spaventosa di un bove dalle corna oscure agganciato alle mie natiche… E gli occhi, grandi e vischiosi, mi fissavano dai vetri con occhio di rettile.. Allucinazioni. Erano le allucinazioni di uno stato confuso in cui tutto di me si arrendeva, e al demone dietro di me, si dava concessione di un quasi stupro. Poi di quella notte, poco al mio cuore è dato ricordare. Se non i fiotti dispersi lentamente dal mio retto su bianche lenzuola, dopo la foga dell’amplesso. L’uomo crollò nudo tra le pieghe profumate di quel cotone, ed io poco dopo mi ci abbandonai, sentendo, senza contatto, tutto l’odore animale del suo sudore. Poi ricordo che all’albeggiare io aprii gli occhi. La pioggia finalmente cessò. E così, lentamente ed in silenzio, io mi rivestii. Presi il mio zaino e con cura uscii da quella casa. Raggiunsi la stazione, il bar ...