-
Villaggio di houer capitolo 11
Data: 07/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi
... diede il meglio di se nel darmi sollievo delle mie fatiche di modello. “Anche più giù!” gli dissi. Egli pose una mano su una natica del mio sedere e mi chiese: “Qui?” Io, senza voltarmi, gli risposi: “Si, ho tanto dolore lì.” Egli non si fece pregare e pose tutte e due le mani sul mio rotondo sedere e prese più ad accarezzarlo che a massaggiarlo, con delicatezza e garbo. Udì il suo respiro farsi pieno. “Ti piace il mio sedere?” Egli deglutì alla domanda inaspettata e mirata, ma rispose subito dopo con scioltezza: “Sei tutto bello, tu. Lasciati massaggiare per bene, Mark, ci penso io.” Percepii nelle sue parole di aver preso il pesce all’amo. Era già in mio possesso, ma dovevo far presto, prima che il padre ritornasse. Mi posi supino sul materasso e lo guardai con amore infinito. “Ti piace lui?” gli chiesi indicando il mio cazzo. Jonatha rise simpaticamente alzando la testa all’indietro rispondendo: “Si!” “Cosa ti piace di più, il mio sedere o il mio cazzo?” e gli feci vedere prima l’uno e poi l’altro. “Il tuo sedere.” “Vuoi averlo?” “Io… io… “ “Hai mai scopato?” “No, non so neanche come si fa?” “Non hai mai scopato?” “Certo che no, sono ancora un ragazzino.” “E ti piacerebbe scopare?” “Magari, sarebbe bello.” “Vuoi scoparmi?” Jonatha sorrise vergognato, ma poi rispose: “Si, ma mi insegni tu!” “Vieni, amore, sollevati, togliamo i tuoi vestiti, ti insegno io.” Egli non si fece pregare due volte e ...
... sollevatosi si denudò in un non nulla lasciando che i miei occhi gustassero la dolcezza del suo corpo acerbo e la virilità del suo membro da uomo già dritto ed impaziente ed enorme. “Non vedevi l’ora, e vero?” “Oh, sei bellissimo Mark, mi sei piaciuto fin dal primo momento.” “Anche tu, Jonatha, sei dolcissimo.” “Io ti voglio bene.” “Anche io, Jonatha, ti va di metterci assieme?” “Come amanti?” “Si, come amanti.” “Ok, giurami che mi amerai per sempre.” “Lo giuro!” “Anche io ti amerò per sempre.” “Vieni su di me!” il suo piccolo corpo si distese sul mio ben più robusto e i nostri visi si ritrovarono uno di fronte all’altro. Poggiai una mano sulla sua nuca e pressai per avvicinare le sue labbra alle mie. Egli non sapeva ancora baciare, ma imparò presto a godere della morbidezza della lingua e ad utilizzare la sua per perlustrare la mia gola. Era bello accarezzare il suo corpo piccolo, ma già corredato di tutti i muscoli come se fosse un piccolo uomo dalla pelle da donna, liscia, morbida e lucente, del tutto priva di peluria. Allungai le mani per agguantare i suoi glutei polposi e percepii le scosse che il piacere delle mie mani procuravano al suo corpo vergine. L’affanno del suo respiro e il rossore del suo volto mi avvertirono di quanto il ragazzo fosse eccitato e felice. “Calmati, Jonatha, non aver fretta, rilassati” gli suggerii. “Sei tanto bello che non resisto.” “Chiudi gli occhi e non pensare più. Io non ti tocco, voglio ...