1. La semifinale


    Data: 10/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: aperto28

    ... Iniziò a baciarmi e a limonarmi duro. Mi abbracciò e iniziò a palparmi il culo. E con il dito iniziò a spingere sull’ano. Io avevo il cuore a mille. Stranamente sembrava che fosse gay da sempre: sicuro e duro. “Siediti sul mio cazzo” mi disse. E poggiai il mio sedere, attento a far combaciare il mio buco con la sua cappella. Con le mani mi strizzava i capezzoli, poi mi baciava e dopo iniziò a segarmi un pò. “Voglio scoparti ma non ho il preservativo”. “Sei sicuro di volerlo?” - “Sì” -“allora facciamolo”. Iniziò a penetrarmi a pelle. Con lentezza. Mi morsi le labbra quando lo sentii dentro e poi pian piano scesi col culo fino alla base del pene. Lo avevo tutto. Iniziò a scoparmi duro. Ci guardavamo negli occhi, i baci si confondevano con le carezze. Gli leccavo le labbra e le orecchie. Lui intanto aveva preso a sfondarmi. Spingeva forte e velocemente, schiaffeggiandomi il sedere.
    
    Mi venne dentro, senza preavviso e sentii il suo seme caldo colare pian piano dal buchetto ormai dilatato. “Così lo ricorderai per sempre”, disse. Tornammo ai nostri posti, tutti e due stanchi e nudi. Restammo in silenzio per un pò. “Adesso è il tuo turno”, mi disse, “scopami anche tu” continuò.
    
    Ero agitato... Non avevo mai penetrato un uomo. “Proprio con lui!!!Cazzo!” pensai. Non potevo tirarmi indietro. Gli chiesi di ...
    ... allargare le gambe. Se doveva essere la prima e l’ultima volta che ci incontravamo lo avrei fatto godere come nessuno mai.
    
    Iniziai a leccargli il buco del culo. Le sue natiche erano rigide, il suo ano stretto. Con una mano lo segavo e con la bocca saziavo il suo culo. Lo sentivo fremere: era la prima volta che lo faceva e son sicuro che lo avrebbe ricordato. Gli dilatai il buco con le dita e dopo poche resistenze era pronto ad accogliere il mio cazzo. Entrai prima con la cappella e rimasi per un pò così, per abituarlo. Quando lo sentii rilassarsi del tutto, glielo infilai per bene. Gridò e i suoi muscoli si irrigidirono. “Continua, mi piace”, bisbigliò. Iniziai a scoparlo. Lo misi a pecora, la sua schiena era completamente inarcata, il suo sedere apertissimo. Gli passai le dita in bocca, le succhiava, e godeva. “Vienimi in bocca”, sussurrò.
    
    Lo accontentai: la sua bocca fu inondata della mia sborra, le sue labbra sporche continuavano a cercare le mie palle e lui completamente in estasi.
    
    Tornammo ai nostri posti, stanchi e sudati. Lui si pulì il viso per bene e si accese una sigaretta.
    
    “Mi è piaciuto”, accennò. “Anche a me”, risposi e aggiunsi “E’ l’ultima volta vero?”. Lui fece gli ultimi due tiri, spense la sigaretta, mi guardò dritto negli occhi e disse: “Domani alle 22.00, ci vediamo qui”.
    
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