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Le strane vicende libertine di kekè dé salvét.
Data: 14/04/2020, Categorie: Etero Autore: Fourier
(1) L’incontro ovvero la scoperta del sé Kekè dé Salvét era nata nel 1880 e nei primi anni parigini del ‘900 era una giovane donna, promessa sposa di un ricco borghese che possedeva una industria tessile. Nata da una famiglia che aveva tra i suoi avi alcuni nobili francesi, aveva acquisito con naturalezza dei gusti eleganti e modi raffinati. La sua educazione culturale era basata sulla letteratura francese, la musica e le arti pittoriche. Tuttavia sorprendeva come avesse assunto quelle conoscenze in modo vivace e critico e attraverso esse, fosse giunta a una visione del mondo femminile che in qualche modo anticipava di parecchi anni certe posizioni femministe. Non che si occupasse di questioni politiche ma la sua passione per la sensualità e lo sguardo intelligente l’avevano condotta a ritenere un suo diritto, la possibilità di vivere la sessualità senza censure e limiti morali di alcun tipo, così come gli uomini avevano sempre fatto. In quel periodo della sua vita era libera da impegni materiali, in quanto il futuro marito e le origini nobili della famiglia, le assicuravano una discreta rendita mensile. Tale situazione di libertà dal giogo delle vicende domestiche e impegni di altro tipo le avevano però procurato una leggera noia quotidiana che inizialmente aveva pensato di curare con quello che la gente riteneva più adatto a una donna di buone origini e promessa sposa a un ricco borghese industriale: si era, perciò, occupata di attività caritatevoli. Dopo ...
... alcuni mesi, quella attività le era parsa insulsa. Non solo per il totale disinteresse a quelle azioni, ma soprattutto perché riteneva la carità un luogo di ipocrisia, dove le persone ricche e facoltose potevano garantirsi al tempo stesso l’illusione della salvezza dell’anima e la certezza della propria supremazia sociale. Dopo quell’esperienza, la sua indole ribelle e voluttuosa, l’aveva portata a cercare la cura dalla noia nella sensualità erotica. Non si era imposta tale dimensione con una precisa idea. Infatti all’inizio, nella ricerca di se stessa, si era limitata a seguire l’istinto, e solo più tardi si affermò una vera vocazione all’eros e alla dimensione libertina. Probabilmente la prima vicenda che svelò ai suoi occhi tale dimensione fu un casuale incontro al Café DuGarde in un quartiere adiacente il centro di Parigi. Era seduta in solitudine e leggeva un racconto licenzioso del secolo dei lumi, un libro che certo non era il caso di mostrare in pubblico per non compromettere il suo status di donna rispettata e presto maritata. Lei stessa si era procurata quel libro, attraverso un rigattiere che era la persona di maggiore fiducia che conosceva. Leggeva distratta di tanto in tanto dall’ingresso di qualche passante, per lo più uomini che a coppie di due e quasi sempre impegnati tra loro a parlare di affari, entravano fugacemente sorseggiavano un liquore e poi uscivano senza perdere altro tempo. Alcuni, meno impegnati dal lavoro, le riservavano alcuni sguardi, ...