1. Le strane vicende libertine di kekè dé salvét.


    Data: 14/04/2020, Categorie: Etero Autore: Fourier

    ... solo perché vuol conoscere meglio se stessa. Quindi l’accompagnerò, ma solo se terrà la porta della toilette aperta”.
    
    Difronte a tanta sfrontatezza e risolutezza, Kekè rimase sorpresa ed eccitata ancora di più, seppe solo dire: “vedremo!”.
    
    L’uomo seguì a debita distanza la donna che entrò nella toilette con la borsetta in mano, lasciò la porta dietro di se socchiusa e aspetto l’ingresso dell’uomo. Cosmò la raggiunse e continuò ad accompagnarla posando le mani sui fianchi e spingendola con una dolce decisione, aprì la seconda porta della toilette, prese la borsetta e disse: “prego, comunque faccia come crede, sarà comunque un piacere aspettarla qui, se riterrà di dover chiudere l’uscio” .
    
    La galanteria dell’uomo, unita a tanta fermezza, non faceva altro che accrescere il desiderio di Kekè. La donna passò l’uscio, e con un sorriso malizioso disse: “potrà sempre sentire il suono della mia urina” Chiuse la porta dietro di sé, si alzò l’abito e sfilando le culotte per poter sedersi con più comodità sulla tazza, aggiustò anche il reggicalze. Prima di pisciare volle gustare con la fantasia la presenza di quell’uomo dietro la porta e allora rimase lì ferma con le gambe larghe, iniziando ad accarezzarsi il sesso. Lo sentì umido e gonfio, toccandosi il clitoride chiese: “è ancora lì?”. L’uomo rispose :” non potrei certo andarmene senza ridarle la borsetta, e poi devo ancora ascoltare il dolce suono del suo piscio e immaginarla”. Kekè continuava ad ...
    ... essere meravigliata dalle rispose di quell’uomo e allora sentì ancora più crescere il desiderio, mentre un piccolo fiotto le bagnò ancora di più il sesso. Infilò un po’ un dito dentro e disse: “e se invece in questo momento stesse rovistando nella mia borsetta? In fondo non la conosco”. Appena terminata quella frase, la donna con un insieme di oscenità che mai aveva provato prima e di coraggio senza limiti, aprì la porta e affermò “meglio tenerla sotto controllo, con la borsetta non si sa mai”.
    
    Alla vista dell’uomo apparve una scena sublime: la giovane donna seduta con le gambe completamente aperte sulla tazza, la fica semi-depilata accarezzata con leggerezza e fermezza. La donna continuò a sfiorarsi fino ad avere il sesso completamente bagnato. Dopo un po’ iniziò a pisciare e si accorse che urinare in quella posizione davanti ad un uomo sconosciuto, le procurava un piacere immenso. Pisciò a lungo, quasi ad aumentare il piacere erotico e, una volta finito, vide che l’uomo si avvicinava. Disse con un sorriso: “mi permetta di asciugarla, sarà stanca” Staccò un pezzo di carta e l’avvicinò alla fica della donna, si muoveva con un movimento circolare e con una leggera pulsione. Senti la fica di Kekè aprirsi ancora e infilò per una sola volta un dito nel sesso della giovane. L’aiutò ad alzarsi e a rivestirsi, annusò il dito che aveva violato la donna e con gentilezza disse: “credo che questo sarà, il nostro primo incontro di una lunga amicizia”
    
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