1. Le strane vicende libertine di kekè dé salvét.


    Data: 14/04/2020, Categorie: Etero Autore: Fourier

    ... forse incuriositi da quella donna solitaria e affascinante che leggeva sul tavolino in disparte e un po’ nascosto del Café .
    
    In principio il racconto attirava tutta la sua attenzione, poi però si rese conto che nulla le piaceva di più che far dialogare insieme il libro e la realtà che la circondava. Iniziò ad accorgersi di quegli sguardi e intraprese una specie di catalogazione.
    
    Per lo più, notava Keké, gli sguardi erano incuriositi, forse perché si trattava di una donna elegante e sola: non era infatti usuale che ad un tavolino di un Café parigino si trovasse una donna in perfetta solitudine. Si rese conto che quella situazione, poteva dar adito a qualche fraintendimento.
    
    Tale consapevolezza non la turbò per nulla, anzi le procurava lo strano desiderio di alimentare questo possibile equivoco e inizio a contraccambiare alcuni sguardi, sempre di sottecchi e con leggeri e quasi impercettibili movimenti del corpo.
    
    Continuò nei suoi pensieri sulla tipologia degli sguardi maschili che incontrava e ne individuò almeno altri tre.
    
    Il primo univa alla curiosità, una eleganza che in qualche modo lasciava trasparire il desiderio di salutare con galanteria la dama seduta al tavolino.
    
    Il secondo era più ammiccante e metteva in secondo piano la curiosità. Si trattava di un modo di guardare più risoluto e rivolto in modo più sfacciato alla possibile seduzione della donna.
    
    Nel terzo tipo di sguardo non vi era alcuna traccia di curiosità e sorpresa. Erano occhiate ...
    ... maschili più predatorie che svelavano l’attrazione erotica e anche un certo disprezzo per quella donna. Probabilmente costoro erano borghesi che abitualmente frequentavano i Café parigini più ambigui e dove si trovavano donne disposte a vendere il loro corpo.
    
    Keké si accorse anche, che le sue reazioni erano differenti a seconda del tipo di sguardo che l’uomo le riservava.
    
    Il primo tipo di sguardo la lusingava senza alcuna riserva e se l’uomo si fosse avvicinato, lo avrebbe salutato con molta cordialità. Il secondo sguardo le lasciava intravedere la possibilità della sfida e del gioco. La sua reazione, ad un eventuale avvicinamento dell’uomo, sarebbe mutata a seconda dell’approccio maschile, di questo ne era certa.
    
    Il terzo tipo di sguardo era quello che le lasciava le reazioni più contrastanti e, per lei, più misteriose. Si rendeva conto dello loro turpitudine e tuttavia ne era attratta. Misteriosamente affascinata dall’essere confusa con una donna di malaffare e forse con il desiderio, in quei momenti, di esserlo realmente.
    
    Il gioco di continuare a vedere quegli sguardi e ascoltare le sue reazioni continuo per alcune ore, passando da momenti di stanchezza ad altri di coinvolgimento sensuale. La situazione mutò d’improvviso quando nel Café DuGard entrò un uomo in solitudine e con una eleganza non ricercata e per questo più attraente.
    
    Il signore, un borghese di mezza età e che, a differenza degli altri avventori, mostrava di avere più tempo a disposizione per le ...