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Le strane vicende libertine di kekè dé salvét.
Data: 14/04/2020, Categorie: Etero Autore: Fourier
... facezie della vita. Seduto su un tavolo dal quale poteva vedere perfettamente la donna, ordinò un vino liquoroso spagnolo e iniziò a osservare Keké. Lo sguardo dell’uomo non poteva essere catalogato in nessuno degli altri che la donna aveva individuato. O meglio, sembrava riassumerli tutti, perché era gentilmente riservato e contemporaneamente proponeva l’arte della seduzione. Ma ciò che inquietava e coinvolgeva la donna, era anche che, quegli stessi occhi sapevano essere leggeri e grevi, mostravano al tempo stesso la leggerezza dell’eros e la trasgressione. Quell’uomo iniziava a procurare a Keké delle sensazioni che non capiva. Il desiderio di essere trattata con tutta l’eleganza e la gentilezza che il luogo richiedeva e la contrastante fantasia di essere mostrata quale una donna da strada, disponibile ai più osceni traffici. Kekè indossava una gonna lunga, sentì il corpo reagire a quegli occhi penetranti e si accorse che quasi involontariamente aveva iniziato un gioco si sguardi con l’uomo. Raddrizzò il busto e mostrò con una leggera sfacciataggine il seno. L’uomo guardò con più intensità e a quel punto la giovane donna, ritenne che non era il caso di mostrare alcuna timidezza e si fece ancora più decisa: accavallò le gambe e in quel movimento lasciò intravedere la caviglia che era incorniciata dalla cinghietta della scarpa con l’alto tacco. Poi con una risolutezza che sorprese anche lei, abbassò un po’ il vestito per mostrare il decolté. L’uomo si accorse che la ...
... donna era sempre più immersa in un languore che la portava ad una esigenza di esibizione del corpo e ritenne che era il momento giusto per conoscerla. Allora si avvicinò al tavolino di Keké e vide che gli occhi della donna erano la parte più innocente che ella potesse mostrare, tutto il resto del suo corpo era in preda ad un desiderio che non poteva nascondere. Si sedette accanto e posando una mano sul ginocchio della donna disse: “molto lieto, sono Cosmò de Parnass” e con totale impudicizia guardò il seno che sembrava uscire dal decolté dell’abito. Keké sentì la mano che le accarezzava il ginocchio e il desiderio che si faceva più intenso e poiché, mai prima di allora, aveva vissuto una esperienza simile non seppe controllarsi e divenne per pochi istanti più impudica di una donna dalla grande esperienza erotica. Piacere mio signore – rispose – il mio nome è Kekè dé Salvét. Non aggiunse altro, perché temeva di dare informazioni su di lei, ma in preda a un languore sempre più forte disse “so che potrebbe apparire un po’ sfacciato, ma poiché devo recarmi alla toilette e non desidero lasciare qui la mia borsetta né condurla con me nel bagno, le chiederei di accompagnarmi sulla porta della toilette e reggerla affinché non mi sia d’intralcio”. L’uomo non rimase meravigliato e seppe rispondere con gentilezza e impudicizia: “ non ho alcun problema ad accompagnarla, gentile signorina, la sua grazia mostra tutta il suo candore e mi rendo ben conto che se mi chiede questo è ...