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L' ultima molestia
Data: 16/04/2020, Categorie: Etero Autore: oltreconfine
... codice penale ,è una qualche forma di utilità non necessariamente legata al denaro, ma anche soltanto ai piaceri della carne per chi li offre e per chi, accettandoli, viene meno ai doveri del suo ufficio (corruzione). La molestia sessuale invece, che si configura come concussione, è quel reato ove chi, abusando del proprio potere, promette più o meno esplicitamente una qualche utilità verso chi la molestia è rivolta. Un confine molto sottile e labile pensava giustamente Caterina, difficile da dimostrare, se non impossibile, quando derivante da un tacito accordo sbrigativamente archiviabile in un rapporto sessuale che diventa così di consenziente gradimento reciproco. Questi suoi ricordi scolastici, furono, per Caterina, una sorta di risposta improvvisa; unica, illuminante e senza ripensamenti, a tutti i suoi dubbi su come avrebbe affrontato il provino. Pensava tra se "sono istruita, la mia passione per il cinema è genuina, ho frequentato corsi di recitazione con eccellenti risultati... perchè mai non dovrei far valere altre qualità, anche quelle estetiche che tutti mi riconoscono e fossero anche da mostrare più da vicino se richiestomi da chi potrebbe anche piacermi? In questo caso non sarebbe un compromesso, come dice il mio ragazzo, ma semplicemente assecondare la mia determinazione a fare mio quel ruolo, mettendo da parte uno stupido orgoglio che viceversa verrebbe vieppiù ferito se quella parte mi venisse soffiata da una sciacquetta con molte meno qualità delle mie". ...
... Caterina aveva trovato l'arma segreta ed i pochi giorni che ancora mancavano al provino li utilizzò per affilare sempre più quell'invincibile "macchina da guerra" se fosse stato il caso di doverla utilizzare. Tutte quelle stupide perplessità sull'abbigliamento, l'acconciatura, il trucco, i tacchi, le unghie ecc. dei giorni passati le apparvero come le sciocche, incerte, titubanti esitazioni di una educanda, quando invece era semplicemente il caso di valorizzare al meglio il suo essere donna e, all'occorrenza, da trasformare in femmina. Decise che la sua giovane età, dovesse essere "penalizzata" da un insieme di particolari tali da renderla donna leggermente più matura. Senza troppi accorgimenti appariscenti; lo era già di suo, ma senza rinunciare per questo ai miracoli del maquillage. Si affidò alle mani esperte di uno dei migliori estetisti di Roma, con il risultato di un make-up veritiero. Lasciò che il colore dei capelli rimanesse quello suo naturale, esaltato però da una messa in piega che dava movimenti ondulati all'intera chioma, conferendo eleganza e signorilità sia vista da dietro che al suo viso. Indossò un tailleur azzurro, dalla gonna generosamente sopra il ginocchio e con sotto il giacchino una camicia bianca sufficientemente attillata da lasciar appena intuire, ma non da far negare la prosperità della sua terza abbondante di seno, sorretto da due coppe ricamate , anch'esse bianche, appena percettibili oltre la camicia. L'intimo era completato dalle autoreggenti ...