1. Ragazzo di borgata (parte ii)


    Data: 21/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FSeed

    ... quando Mirco mi fu vicino mi disse “Ma che cazzo te sei messo? Sembri ancora più frocio co sti pantaloncini da femmina”. Io lo ignorai ma un’altra voce alle mie spalle esclamò “E te credo Mì, se c’ha un culo da femmina se deve mette vestiti da femmina” mi girai per ribattere ma quando vidi che era stato Francesco a parlare le parole mi si fermarono in gola, così mi girai e raggiunsi Stefano e gli altri amici. Noi maschi avevamo bevuto tantissimo quindi le ragazze si ritrovarono a dover farci quasi da badanti. Stefano era completamente fuori seduto in un angolo, io decisi di uscire a prendere aria per cercare di riprendermi. Uscii da una porticina che dava su un terreno buio e subito dopo iniziai a vomitare, poggia le mani sul muro e buttai fuori buona parte dell’alcol di quella sera. Rimasi così per non so quanto tempo, mi isolai così tanto che neanche sentii i passi di Francesco che era venuto per pisciare. Neanche lui si era accorto di me, visto che eravamo quasi nel buio più totale, fino a quando un altro conato di vomito non ruppe il silenzio.
    
    “Porca troia ma che cazzo è?” Francesco si girò mentre si richiudeva la patta. “Bella ma stai bene?” Quando fu abbastanza vicino mi riconobbe. Teneva tra le labbra una canna mezza finita e si poggiò con le spalle al muro poco distante da me.
    
    “Ohi frocetto. Mica t’avevo riconosciuto. Così al buio a culo pizzo sembravi una femmina” il fumo della sua canna mi provocò un altro conato di vomito. “Che te serve na mano?” come si ...
    ... avvicinò mi rialzai e mi allontanai. Non so perchè lo feci, ma in quel momento avrei voluto solo che prenderlo a calci. “Aho stai calmina. Te volevo solo aiutà”. Io mi girai e tornai dentro. L’aver vomitato mi aveva fatto sentire leggermente meglio, e anche l’acqua che mi diedero el mie amiche mi levarono dalla bocca il sapore del vomito. Solo Stefano sembrava ancora sballatissimo. In quelle condizioni non poteva tornare a casa, quindi una ragazza di quindi con la macchina si offri di accompagnarlo, mentre mio cugino e la ragazza che aveva ceduto il posto in auto a Stefano sarebbe tornati con motorino di quest’ultimo.
    
    “Scusa e io come faccio a tornà a casa?” chiesi incazzato a mio cugino.
    
    “Te riportano Francesco e Ciccio co la macchina loro” rispose Mirco mentre caricava di peso Stefano nella macchina. Fu così che mi ritrovai sul sedile posteriore della macchina di Francesco, con Ciccio davanti che blaterava cazzate, e Francesco che mi ripeteva ogni due minuti di non vomitargli in macchina. Sia io che Francesco abitavamo nello stesso comprensorio di palazzi, con una lunga serie di parcheggi e cantine seminterrate in comune, dove Francesco parcheggiò l’auto. Il box era senza porta e con una sola luce accesa. Uscimmo dalla macchina e dopo aver bisbigliato un grazie feci per uscire quando Francesco mi fermò.
    
    “Non me sei piaciuto per niente prima quando m’hai risposto male” mi teneva fermo da dietro per un braccio, sentivo il suo fiato sopra l’orecchio.
    
    “Scusa” gli dissi ...
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