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A novanta gradi nel parco di capodimonte
Data: 23/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: PinoDell99
... palpava stingendomi leggermente e scendendo verso il buco nel solco. Tentava di introdurre un dito tra le chiappe per trovare il buco e stimolarlo. Avevo il cazzo che mi stava scoppiando per quanto era diventato duro. All’improvviso l’autobus raggiunse una fermata e alcune persone scesero creando un po’ di spazio intorno a noi. Mi resi conto che, non più protetti dalla folla, sarebbe stato impossibile continuare i nostri palpeggiamenti. Mi raddrizzai cercando di assumere un atteggiamento distaccato. Dopo pochi minuti e dopo un altro paio di fermate, l’autobus stava raggiungendo la fermata di Portapiccola che, per chi conosce Napoli, è la fermata che si trova in corrispondenza dell’entrata del Parco di Capodimonte. Pochi attimi prima della fermata, mi sentii toccare un braccio ed avvertii che il tipo si girava verso la porta di uscita preparandosi a scendere. Era un modo per invitarmi a scendere con lui. Appena le porte si aprirono e vidi che scendeva dall’autobus, mi decisi a seguirlo. Scesi e mi incamminai seguendolo verso l’ingresso del parco. Si girava, ogni tanto, per verificare che lo stessi seguendo. Ero un po’ intimorito ma eccitato allo stesso tempo. Il cuore batteva a mille ma la situazione era molto coinvolgente. Come avevo ormai previsto, entrò all’interno del parco. Lo seguivo ad una distanza di una ventina di metri. Approfittai per osservarlo meglio. Era alto, avrà avuto tra i quaranta e i cinquant’anni. Aveva i capelli neri e mi piaceva il suo modo di ...
... camminare. Pensavo ai possibili pericoli che avrei corso accettando di seguirlo ma mi convinsi, e la mia erezione mi aiutò in tal senso, che fosse una persona affidabile. Avrei scoperto, successivamente, che era un insegnante di lettere al Liceo ma in quel momento ero solo curioso di scoprire cosa aveva in mente. Si inoltrò lungo i viali principali che conducevano lì dove la vegetazione si faceva più fitta e le persone che frequentavano il parco sempre meno numerose. A quell’ora del pomeriggio, incrociammo solo qualche Mamma che spingeva un passeggino e qualche persona dedita alla corsa. Mentre camminava spedito, mi resi conto che iniziò a guardarsi intorno e, appena gli sembrò che il momento fosse buono, girò a sinistra inoltrandosi nel bosco e scomparendo alla mia vista. Rallentai anch’io e mi girai per guardare se qualcuno mi stesse seguendo. Non c’era anima viva. Raggiunsi il punto, dove aveva girato, e mi resi conto che non c’era una vera e propria strada. Era entrato nel sottobosco attraverso una specie di sentiero creato dai passaggi delle persone. Notai che a terra c’erano diversi rifiuti e alcuni profilattici usati per cui pensai che dovesse essere uno di quei posti dove la gente si appartava per fare sesso. Cercavo di guardare e capire dove conducesse il sentiero ma, a causa della vegetazione fitta, non si riusciva a vedere nulla dalla strada. Questo mi tranquillizzò. Pensai che se mi fossi introdotto anch’io saremmo stati protetti dai possibili sguardi della gente. Mi ...