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Boymoro - il cane
Data: 28/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: corsaro200
E’ domenica mattina. La porta dello stanzino si apre. - Buon giorno, Padrone. - Cane, mettiti il collare, devi fare i bisogni. - Mi porta fuori? - No, dovrai sederti sulla tazza, cacare e pisciare come un umano. - È più piacevole farlo da cane, bau, bau. Cacare e pisciare dove voglio. Quando mi scappa. Sedermi sulla tazza quando me lo comanda il mio Signore e spremermi fino a che non mi esce, mi inibisce. - Che fa? - Mi inibisce Padrone. Mi blocca, non mi esce. E poi lei è lì che mi guarda, la cacca puzza e non voglio che lei senta i miei cattivi odori. - E allora tienitela. Sappi che se la fai qui, te la faccio mangiare. E non scherzo. Magari ci caco anche io e così dovrai mangiarti anche quella. Questo posto non può puzzare come una cloaca. E si sente un sonoro sflasc. - Si, si Padrone, mi metto il collare. Cosa sta accadendo? A parte i discorsi sulla cacca che mi fanno un po’ schifo, qui c’è uno che tiene prigioniero un altro, lo chiama cane, l’altro lo chiama padrone e dal rumore che si è sentito sicuramente si è preso una pesante frustata o qualcosa di simile. A parte il battibecco e il tono un po’ impertinente, il disappunto è più che reale e lo condivido. Se qualcuno mi stesse a guardare mentre sto a cacare mi si bloccherebbe tutto. Però c’è pieno accordo tra i due. I ruoli non mi sembrano imposti, ma voluti, cercati. Andando al loro incontro quando Padrone in chat cliccò a Boymoro, le cose si svolsero ...
... così. - Ciao Boymoro cerco uno schiavo, giovane, bello, ubbidiente, che faccia quello che dico io. - Che bello. Dice sul serio? Io cerco un padrone di cui eseguire gli ordini, che mi tenga con se nelle ore libere. - Che fai metti limiti. - No Padrone, non sono limiti, ho un lavoro, dei familiari, non posso sparire all’improvviso. Posso dedicare al mio Padrone tutto me stesso nel tempo libero, che non è poco, che ne dice? - Va bene. Però ci sono alcune regole che devi assolutamente rispettare. - Quali Padrone. - Non hai diritto di parola. Un sì o un no deve bastare, a meno che non devi dare delle risposte. Ti rivolgerai a me chiamandomi Padrone o Mio Signore. In mia presenza starai in piedi o in ginocchio con le natiche poggiate ai talloni e le braccia lungo i fianchi. Nell’ascoltare le prime regole di sottomissione Boymoro rimase basito, le conosceva già, a memoria, le aveva lette e rilette decine di volte. Devi sempre tenere lo sguardo basso. Non ti è permesso guardarmi negli occhi. Quando ti do un ordine lo eseguirai subito e al meglio. Se non mi servi te ne andrai in un posto a te dedicato. A queste che gli erano tutte già note Boymoro sentì aggiungersene un’altra. - Sarai il mio cane, come tale ti comporterai e porterai il collare come emblema del tuo stato. Un silenzio pesante si fece sentire. - Boymoro, aspetto una risposta. Ancora una pausa e poi: - Sono pronto a cominciare, Mio Signore. - Dammi il tuo ...