1. Boymoro - il cane


    Data: 28/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: corsaro200

    ... scandì lentamente le parole:
    
    - Le braccia lungo i fianchi.
    
    La luminosità continuava pian piano ad aumentare ricoprendo il giovane con un vestito di luce.
    
    Era stupendo, si faceva chiamare boy moro e lo era nella pelle lucida e ambrata, nel pelo liscio e nero che gli copriva il petto, le gambe e tutti gli altri posti dove il pelo cresce in un maschio peloso. Aveva spalle larghe e le natiche alte e sode, anche esse ricoperte da una nera peluria, che lo attirarono come una calamita il ferro. Anche il sesso, in piena luce, raggrinzito dagli stati d’animo che sicuramente affollavano la testa del boy, non lo faceva per niente sfigurare. Gli disse di avvicinarsi e lo lasciò entrare inginocchio tra le sue gambe aperte.
    
    Sul pavimento c’era un soffice tappeto.
    
    Lo attirò fino a farsi toccare il ventre con la testa. Dalle chiacchiere che si erano scambiato in precedenza si era fatto l’idea che il giovane cercava un rapporto di sottomissione, fatto più di sculacciate che di carezze. Ma il suo primo impulso era stato l’opposto. Avrebbe voluto togliergli il cappuccio e accarezzargli i capelli, che immaginò neri lisci e lucenti. Allora gli accarezzò le spalle, la schiena e scese fino alle natiche. Il giovane, pur toccando col suo mento qualcosa che stava crescendo, non prese iniziative. La cosa in primis gli dispiacque ma poi se ne inorgoglì, uno schiavo non agisce autonomamente ma ubbidisce. Così mise da parte la voglia di smancerie e, appioppategli due forti manate sulle ...
    ... natiche, ordinò:
    
    - Sbocchinami
    
    Il giovane che attendeva e desiderava quell’ordine aprì la bocca. Piccoli e incerti movimenti avevano lasciato intendere che il giovane volesse usare anche le mani.
    
    - Per lui userai solo la bocca, se vuoi toccarmi te lo permetto.
    
    A quella concessione, non proprio un ordine, le braccia del giovane abbandonarono la posizione a riposo e andarono a sfiorare il petto dell’uomo. Questi preferì non intervenire prendendogli la testa tra le mani, voleva valutare se fosse esperto nell’arte del pompino. Preferì continuare a fargli sentire con colpi ben assestati la sua predilezione per quelle belle natiche sode e pelose. Capì subito che altri cazzi erano entrati in quella bocca carnosa. Usava bene la lingua, faceva il pompino con le labbra e con la gola, aveva acquisito la tecnica di respirare anche con la gola tappata da un cazzo e questo si acquista con la pratica, tanta pratica.
    
    Avuto la risposta alla sua domanda, gli afferrò la testa e la tenne premuta sul cazzo anche se il boy soffiava e schiumava ma non soffocava. Rischiando di sborrare al primo affondo gli allontanò la bocca giusto in tempo. Decise di cambiare buco, scivolò sul tappeto e ordinò al boy di inginocchiarsi sul divano. Ora aveva il buco del culo di Boymoro all’altezza giusta e si avvicinò. Sapeva di pulito e ci ficcò dentro la lingua, gli chiese di allargarsi le chiappe con le mani per far venire avanti il buchino e con una mano gli afferrò cazzo e palle stringendole e ...