1. I cavalieri della tavola rotonda - 2 sir galvano


    Data: 03/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad

    Era una tiepida mattinata di primavera e sir Galvano procedeva lungo la riva del fiume, immerso nei suoi pensieri e lasciando che il cavallo regolasse il passo a suo piacimento. Erano già molti mesi che aveva lasciato la corte di Artù per proseguire la grande Cerca: nel frattempo, aveva soccorso parecchie vedove in affanno; molte donzelle aveva salvato dalla violenza dei bruti, di alcune cogliendone anche il primo fiore; aveva ucciso un paio di draghi, insomma non si era mai tirato indietro davanti alle necessità che gli si presentavano.
    
    I suoi pensieri furono scossi dall’improvviso scarto del cavallo: sollevò lo sguardo e vide un bellissimo astore, che si era levato da un albero della vicina foresta, gli era volato davanti e adesso roteava sempre più in alto, fino a perdersi nel bagliore smagliante del sole. Sorrise al buon auspicio e calmò la sua cavalcatura:
    
    “Buono, Alifante.”, disse, dandogli qualche leggero colpetto sul collo.
    
    Si accorse a quel punto che il sentiero che stava percorrendo aveva una deviazione che scendeva verso il fiume. Immaginò, allora, la presenza di un guado e ci si diresse: lo era effettivamente e sir Galvano spinse il cavallo nell’acqua bassa, per passare all’altra riva. Il fiume era abbastanza ampio, almeno un centinaio di metri, e lui si trovava verso la metà del guado, con la corrente leggera che gorgogliava poco sotto la pancia del palafreno, quando scorse sull’altra sponda un cavaliere che usciva dal boschetto e caracollava alla sua ...
    ... volta.
    
    Vestiva l’armatura, come lui del resto, ma aveva la celata abbassata a coprirgli il volto; la lunga lancia di frassino era poggiata sulla sua spalla: sembrava pronto al combattimento.
    
    Sir Galvano fermò il cavallo e stette a guardare cosa l’altro facesse: adesso distingueva anche la sopravveste di un colore verde brillante, ma senza nessuna insegna, come pure lo scudo. Chi poteva essere questo anonimo cavaliere, che gli si faceva incontro con intenzioni tutt’altro che pacifiche, a quanto sembrava?
    
    Il Cavaliere Verde si avvicinò alla sponda del fiume e fermò il cavallo sbuffante.
    
    Dopo essere rimasto fermo a guardarlo, sir Galvano riprese ad avanzare, ma giunto a pochi metri dalla riva:
    
    “Fermatevi, cavaliere, - tuonò una voce dall’interno dell’armatura – non vi è lecito proseguire oltre.”
    
    “Sono sir Galvano dei cavalieri di Artù’, - rispose lui – e questa è la strada che il re e la mia sorte mi hanno destinato.”
    
    “Fermatevi, non vi è lecito proseguire oltre!”, intimò di nuovo l’altro.
    
    “Chi siete voi per fermarmi?”, fece sir Galvano, avanzando di qualche passo ma fermandosi subito, appena vide l’altro abbassare la lancia e puntargliela contro.
    
    “Se il re e la vostra sorte vi hanno destinato questa strada, - disse minaccioso il Cavaliere Verde – la mia sorte mi ha destinato il compito di chiudervela, a meno di conquistarvene il passo combattendo.”
    
    “E combattendo sia!”, gridò sir Galvano, spronando il palafreno.
    
    L’altro, allora, retrocesse fino al ...
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