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I cavalieri della tavola rotonda - 2 sir galvano
Data: 03/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad
... fascino maschile, anzi aveva deplorato quelli di cui era venuto a conoscenza; ma questo giovane aveva qualcosa… qualcosa che gli penetrava sotto la pelle e lo straziava di desiderio. E quel desiderio gli appariva del tutto lecito: lecito il desiderio di abbracciarlo, lecito il desiderio di baciarlo, lecito il desiderio di carezzargli il sesso… di possederlo… di farsi possedere… Il giovane lo tirò verso la sponda e lo aiutò a distendersi sull’erba fresca. E sir Galvano rimase lì, nudo, grondante d’acqua e il cazzo oscenamente rigido. L’altro scoppiò in una risata squillante, poi si chinò e gli poggiò le labbra sulla cappella: quindi le dischiuse e la lasciò scivolare dentro, ritraendo nell’entrare la spessa pelle del prepuzio. Il cavaliere fu squassato da un brivido: non solo per il piacere indescrivibile di sentirsi il glande avvolto dalla calda pastosità di una lingua; ma anche per l’incredulità che gli stesse succedendo quella cosa. E che fosse un uomo a fargliela. E che lui glielo stesse permettendo… Ma il soverchiante piacere spazzò via in un attimo ogni ombra di scrupolo e lui si abbandonò alle straordinarie sensazioni che andava scoprendo. Cominciò a sentire il familiare formicolio allo scroto… cominciò ad ansimare, a gemere… Stava per godere… Ma perché quello non toglieva la bocca?... perché non si scostava?… Volle dirgli: sto venendo… ma prima ancora che l’ordine di parlare arrivasse alla sua bocca, avvenne l’irreparabile: il suo cazzo ebbe uno scatto ...
... e fiotti di sborra si rovesciarono copiosi sulla lingua e nella gola dell’altro. Il giovane ingoiò tutto poi, dopo aver leccato le ultime gocce lattiginose dalla punta ormai molle, sollevò la testa e fissandolo negli occhi: “Ho bevuto il tuo seme, - gli disse – ora sono tuo e tu sei mio.” La mente di sir Galvano era ancora stralunata, ma capì che il significato profondo di quelle parole era vero e che lui ne era felice. Il giovane gli si stese al fianco e fu del tutto naturale accettare il suo abbraccio e ricambiarlo con slancio. Ormai sir Galvano non si stupiva più di niente: non si stupì, quando l’altro poggiò le labbra sulle sue, anzi le dischiuse e ricambiò il bacio con un fervore mai provato; non si stupì, quando la sua mano discese a toccare il sesso dell’altro: ma anzi lo carezzò e lo strinse, estasiato dalla levigatezza della pelle, dal grato calore. Ebbe un attimo di ripulsa, quando gli sfiorò le palle, ma fu solo un attimo, ben presto non ebbe più alcuna remora. Fecero ancora il bagno, dopo quel primo contatto, poi tornarono ad abbracciarsi sull’erba e a baciarsi, mentre le carezze si facevano più audaci e spudorate. Gli aveva ormai infilato un intero dito nel buco del culo, quando: “Ti voglio…”, gli bisbigliò all’orecchio sir Galvano. “Sì…”, sospirò il giovane e, datogli ancora un bacio profondo, si chinò sul nerchio del cavaliere, risorto in tutta la sua possanza, lo slinguazzò abbondantemente, poi una volta resolo scivoloso di saliva, gli ...