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I cavalieri della tavola rotonda - 2 sir galvano
Data: 03/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad
... limitare del boschetto, come per lasciargli l’agio di uscire dall’acqua, e appena lo vide su terreno asciutto, pose la lancia in resta, e si lanciò all’attacco. Sir Galvano si calò la celata sul volto, impugnò a sua volta la lancia e spronò il cavallo contro l’avversario, che si avvicinava velocemente. Le lance si infransero fragorosamente sugli scudi e sir Galvano si ritrovò disteso a terra a guardare l’azzurro del cielo. Fece per alzarsi, ma il peso dell’armatura glielo impediva, così rimase fermo in attesa che si compisse il suo destino; perché l’altro era intenzionato ad ammazzarlo, su questo non aveva dubbi. Un’ombra si proiettò sulle feritoie della celata. Allora la sollevò e vide il Cavaliere Verde che incombeva su di lui. “La vittoria è mia.”, disse quello. “La vittoria è vostra, - rispose stancamente sir Galvano – uccidetemi pure.” “Non voglio la vostra vita, - fu però la risposta- voglio che mi diate un pegno.” “E pegno sia.” “Giurate di fare quanto vi chiederò?” “Lo giuro sulla mia fede di cavaliere… purché non sia a discapito dell’onore mio e di quello del re.” L’altro, allora, allungò la mano e con forza inaspettata lo tirò su. Poi gli porse la sua spada per l’impugnatura. “Prendetela, - gli disse – e tagliatemi la testa.” Sir Galvano si ritrasse inorridito. “Siete impazzito?”, esclamò, nascondendosi la mano dietro la schiena. “Avete giurato di pagare il vostro pegno.”, scandì l’altro e sir Galvano sentì il suo sguardo di ...
... fuoco fissarlo attraverso le feritoie della celata. Allora, lentamente, con riluttanza, allungò la mano e prese la spada che l’altro gli porgeva. “Tagliatemi la testa, - disse lo sconosciuto – poi gettatela nel fiume e lasciate qui il mio corpo alle bestie feroci. Ma fra un anno, in questo stesso giorno, trovatevi qui.” Detto questo,si inginocchiò e si scoprì il collo. “Fra un anno, in questo stesso giorno…”, ripeté, mentre la lama affilatissima calava, troncandogli la parola e la vita. Sir Galvano prese la testa e la gettò nel fiume con tutto l’elmo e la vide andare rapidamente a fondo, lasciandosi dietro una scia di acqua rossastra; poi risalì a cavallo e, dato un ultimo sguardo al cadavere, riprese la sua strada. ******* Nell’anno che passò, sir Galvano soccorse orfani e vedove in affanno, portò soccorso a varie donzelle, che vedevano in pericolo l’onore e la vita, sgozzò e sbudellò diversi draghi volanti, sgominò alcune bande di predoni: insomma, compì tutte quelle il imprese che competono ad un cavaliere. Intanto si avvicinava il momento di tornare dove gli era stato detto. Sir Galvano era molto incerto: cosa si aspettava di trovare? Per un momento pensò di andarsene per la sua strada, ma aveva impegnato la sua fede di cavaliere… E poi sentiva uno stimolo misterioso che lo spingeva a tornare. Così, il giorno stabilito, sir Galvano smontò da cavallo sul medesimo punto della riva del fiume, lasciò che l’animale andasse liberamente alla pastura e ...