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I cavalieri della tavola rotonda - 2 sir galvano
Data: 03/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad
... lui si sedette su un grosso masso, all’ombra di una quercia. Naturalmente, non si vedeva nessuno. E chi avrebbe dovuto esserci? Ebbe un brivido al pensiero che gli si potesse presentare un cadavere privo della testa e si guardò attorno, sentendosi un idiota. Aspettò ancora un po’, poi decise che l’impegno lo aveva mantenuto e poteva anche andarsene. Stava per alzarsi e riprendere il cavallo, quando: “E così siete stato di parola, sir Galvano.”, sentì una forte voce maschile alle sue spalle. Sobbalzò, voltandosi di scatto: un giovane in camicia e calzabraga veniva sorridendo verso di lui, come uscito dal nulla. Il bel volto era incorniciato di riccioli d’oro, gli occhi erano luminosi e sir Galvano se ne sentì ammaliato al primo sguardo. “Non avevo dubbi che sareste tornato, ma finché non vi ho visto…” Erano vicini, adesso, e sir Galvano avvertiva l’odore muschiato del suo corpo, una fragranza di pelle, di sudore, di aromi floreali. “Chi siete?”, mormorò stranito. “Ma come? – fece l’altro, allargando le braccia – non riconoscete il cavaliere che vi ha sbalzato da cavallo?” “Ma… ma come è possibile? Vi ho…” “Mi avete tagliato la testa? E di questo vi sono grato, amico mio. Ma ne parleremo dopo. Venite adesso.”, e lo prese per mano, conducendolo in una piccola radura poco lontano, riparata da alberi e cespugli. Lì, il giovane lo aiutò a togliersi l’armatura, che depose da una parte pezzo per pezzo, poi gli versò una coppa di vino speziato, che ...
... l’altro bevve con evidente gradimento. “Venite, - gli disse poi – venite a rinfrescarvi nel fiume, siete stanco e sudato. Parleremo dopo.” Sir Galvano lo seguì docilmente: ormai si sentiva vinto, nel cuore e nello spirito. Giunti sulla riva del fiume, il giovane lo aiutò a togliersi di dosso gli abiti sporchi e sudati; poi si spogliò pure lui e sir Galvano non riusciva a staccare gli occhi da quel corpo sodo, da quelle curve seducenti, da quel sesso che si andava inturgidendo alla carezza della brezza leggera. Sentì che anche il suo cazzo prendeva vigore. Il sorriso dell’altro si fece ancora più caldo. “Vieni…” Lo prese per mano e lo condusse verso il fiume. Si immersero nell’acqua e sir Galvano si sentì rigenerare da quel fresco abbraccio. L’altro lo teneva ancora per mano e lo guidò verso una pozza, dove l’acqua era più fonda e la corrente meno forte. Sir Galvano avrebbe voluto dirgli un sacco di cose, ma le parole concepite dal cervello, era come se rifiutassero di giungere alla bocca. “Chi sei?”, bisbigliò infine. “Sono il figlio del fiume.”, mormorò l’altro son un sorriso. Sir Galvano non capì, ma non gli interessava. Perso nel suo straniamento in cui la libidine si mescolava sempre più prepotente alla fascinazione, che il giovane esercitava su di lui, il suo unico desiderio era rimanergli vicino, ammirarne il corpo guizzante nell’acqua limpida, il cazzo ormai turgido che ballonzava nei movimenti del nuoto. Sir Galvano non era mai stato sensibile al ...