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Il prigioniero romano
Data: 05/05/2020, Categorie: Etero Autore: 4occhi
Prigioniero. Aveva combattuto fino allo stremo ma poi i Germani erano così tanti che aveva dovuto soccombere. L'ultimo ricordo era lui combattente contro tre energumeni che veniva atterrato e poi un forte dolore alla nuca. Poi il nulla, buio. Non riusciva ad aprire gli occhi, era molto debole e...legato. Sentì un collare alto di ferro intorno al collo che gli reggeva la testa che altrimenti avrebbe ciondolato verso il basso. Le mani legate insieme dietro la schiena, era seduto a terra. Sentiva il sapore di sangue sui denti, sete, aveva sete. Freddo, era completamente nudo, gli era stato tolto anche il licium. Buio, era bendato, e da sotto la benda intravedeva la luce fioca di un braciere lontano. Avrebbe preferito morire in battaglia, ora cosa ne sarebbe stato di lui? Sapeva che il console Gaio Mario stava arrivando con le sue armate ma sarebbe riuscito a sopravvivere fino ad allora? Voleva lasciarsi andare e addormentarsi, non sentire più nulla. Nessun dolore, nessuna privazione. Appoggiarsi completamente al muro dietro di lui e via. Si addormentò. Calore , un propagarsi di calore su tutto il corpo, acqua calda! Qualcuno versava su di lui acqua e lo riscaldava. Il sollievo si smorzava quando il liquido incontrava le piccole ferite che bruciavano ma che venivano così, in parte, pulite. Aprì la bocca per catturarne un po’. Poi una ciotola arrivò alle sue labbra versando nella sua bocca qualcosa che sembrava vino ma era diverso, era ...
... forte, alcolico e speziato. “Ancora!” , e ancora bevve di quella pozione che saziava il suo corpo ma che piano piano annebbiava la sua mente. Per Marte! Che importava , se doveva andarsene almeno lo avrebbe fatto disorientato, avrebbe sofferto di meno. Era confuso abbastanza quando sentì qualcosa aprirgli le gambe. Una carezza partì dalle cosce lenta sui suoi peli, per arrivare al suo membro. Delle mani soppesarono i suoi testicoli e il suo pene che piacevolmente stimolato da quel tocco delicato si stava indurendo. Che cosa stava accadendo? Una mano si strinse intorno alla sua asta mentre l’altra maneggiava il glande. Per Giove, era bellissimo! Gli venne in mente Didia, a Roma, la sua ancella preferita. Quella donna lo faceva impazzire, i bagni con lei erano colmi di lussuria. Non si oppose a quel trattamento, era tanto che non provava tanto benessere ed era stanco di lottare. Una lingua. Si irrigidì. Labbra. Non poteva essere!! Una bocca si era impadronita del suo pene, lo succhiava…argh! Denti! Giocavano con il bordo del suo glande. Il panico lo prese, non poteva essere torturato così, a morsi sul cazzo !! Cercò di ribellarsi, chiudendo le gambe ma così facendo circondò il corpo della persona, della donna? Ansimava forte e si tirò con la schiena verso il muro. Ma chiunque fosse, non mollò la presa. Il suo pene rimaneva incastrato nella bocca. Le mani della persona andarono sulle sue cosce e le massaggiarono, mentre continuava a ...