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02-arrivo nel nuovo cantiere
Data: 06/05/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: pierpatty6151
... che sono visionati a valanga e intramezzati da vari caffè. Devo ricordarmi di cambiare la marca delle cialde queste proprio non mi vanno. Finalmente le firme sui verbali e con mia gioia le consegne ufficiali sono finite e ora è tutto mio. Dovrò ricominciare a rivedere tutto con calma, mica sono un PC che memorizza al volo. Ultima situazione da trasferirmi, il mini appartamento dove vivrò. Esso è nelle vicinanze del cantiere in un edificio datato; ultimo piano con cigolante ascensore. Un ingresso con cucinotto e salotto; una camera con letto matrimoniale, un bagno con doccia. Il tutto con mobili quasi nuovi e originari di una notissima catena di arredamento fai da te. Il mio “amico” futuro pensionato, chiaramente, vuole accelerare le formalità e andarsene. Le due rigonfie borse, per terra vicino alla porta, me lo confermano. Capito la situazione, tralascio tutte le domande di approfondimento, permettendogli di ultimare velocemente le sue scarse informazioni e spiegazioni. Prendendo le valige m’informa che le pulizie dell’alloggio e della baracca sono affidate a una signora, moglie di un capo muratore, che lavora in cantiere. Abitano al terzo piano dello stesso palazzo e vorrebbe presentarmela. Insieme scendiamo le scale di due piani; suoniamo il campanello. Alcuni istanti e spunta una tipica signora del Sud. Mi sembra di conoscerla, ma non so né dove né quando l’ho conosciuta. Breve presentazione, e velocemente concordiamo che lei continuerà le pulizie con gli ...
... stesse modalità a suo tempo concordate. Dove ho conosciuto, sta donna? Nel pomeriggio. Sono presentato al cliente finale. Soliti discorsi conviviali e formali; molto spesso falsi, ma fanno parte dei giochi. Poi tutti di corsa in cantiere per l’ultimo incontro formale della giornata. Nella baracca-ufficio mi aspetta la riunione di presentazione e cambio della guardia. Presenti una decina di persone. Sono i vari capi area; capi muratori, carpentieri, idraulici e quant’altro. Originari da ogni parte dell’Italia. A uno a uno stringo le loro callose e forti mani. Solo il capo carpentiere mi colpisce. I suoi occhi scuri, profondi da uomo fiero del Sud, che mi guardano fisso e sembrano scavarmi dentro per conoscermi o comunicarmi un qualcosa. L’uomo è un tipo non moto alto, di corporatura grassetta con pancetta allegata; capelli neri corti; carnagione scura; per il tanto sole preso in barca o nei cantieri. Mi sento a disagio, ma proseguo a salutare e conoscere le varie persone. Finite le presentazioni; che regolarmente non sono memorizzate; dico alcune parole della serie: ringraziamenti distribuiti a pioggia; ricerca della collaborazione di tutti per il buon esito del lavoro; ecc. ecc. Mentre io parlo, il capo carpentiere non mi perde di vista. Improvvisamente un suo sorriso mi squarcia la memoria. E’ il marito del treno-notte. (leggi “treno notte”) La voce se ne va. Panico. Che faccio? Scappo? Non posso! E ora che succederà? Un suo sorriso mi fa intuire che anche ...