1. 02-arrivo nel nuovo cantiere


    Data: 06/05/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: pierpatty6151

    ... mio dolce e svettante “amichetto” che si crogiola tra le mie dite insaponate.
    
    Sto accarezzando tutto il mio scivoloso corpo. Raggiungo il mio fiorellino che pretende la sua parte, essendo stato protagonista della notte in treno. Tutto il mio corpo è un vibrare di nuove sensazioni mescolate a vecchi ricordi. Sto per godere.
    
    Il campanello della porta squilla. Che palle. Chi se ne frega. Lascia suonare ho da fare. Altro squillo. Altro mio silenzio. Io continuo a non voler uscire dal mio erotico momento.
    
    Sento qualcuno che armeggia nella serratura. Riconosco lo scricchiolio, la porta è stata aperta. Una voce femminile chiede “C’è nessuno? scusi sono ……………”. E’ la signora delle pulizie e del treno. Ora che faccio sono insaponato e col cazzo duro. Automaticamente rispondo “Ci sono…sono in doccia….chi è?”
    
    Lei affacciandosi alla porta aperta del bagno risponde:
    
    “Sono la ……, scusi l’ho vista entrare e volevo chiederle se ha bisogno di qualcosa, visto che è arrivato solo oggi?”
    
    Con imbarazzante sorpresa mi accorgo che lei mi può vedermi attraverso le plastiche pareti trasparenti del vano doccia. Lei si avvicina e fa scorrere il pannello. Mi guarda ispezionandomi dalla testa ai piedi. I suoi sguardi mi procurano uno strano imbarazzante piacere, che non rifiuto, anzi. Mi lascio coinvolgere da un gran piacere dalla sua suadente frase:
    
    “Complimenti, hai un gran bel fisico, non mi ricordavo quanto era bello il tuo cazzo……….già stamane ti ho riconosciuto; la tua ...
    ... scopata me la ricordo benissimo ……… e stasera anche il mio uomo ha detto chi sei…….ne siamo felici entrambi”
    
    Parlando e guardandomi fissa negli occhi con la mano raggiunge lo “svettante” che le lente e scivolose carezze della piccola mano.
    
    Con gli occhi piantati nelle mie pupille e senza lasciarmi spazi decisionali m’informa che ho una mezzoretta per rivestirmi e andare a cena da loro.
    
    Dopo un’ultima carezza e uscita in silenzio com’è entrata, lasciandomi insaponato, stordito ed eccitato. Un brivido di freddo mi risveglia dallo splendido torpore. Automaticamente apro l’acqua calda , che scorrendo sulla pelle mi riporta alla realtà. Il Giacomino, a malincuore, ritorna “normale” e senza altre pretese si lascia risciacquare. A lui piace essere pulito e profumato.
    
    Con un’arrotolante confusione in testa in cui si rincorrono disordinatamente pensieri, sensazioni gradevoli, ricordi eccitanti, e dubbi sulla mia presenza in quel luogo. Ad alta voce come parlando con un grande amico, mi dico:
    
    “Non è la complessità del lavoro che ti preoccupa. Non è la sistemazione logistica che ti rende nervoso. Ti preoccupa l’aver tra i piedi i due del treno-notte e per buon peso fanno parte del personale del cantiere. Io ti conosco bene tu sai reggere la parte nel gioco rapporti umani; ma loro? Che vuoi fare? Belle domande! E le risposte chi me le dà?”
    
    Sapendo che non posso e non so scappare dalle mie irresponsabilità. M’infilo una tuta e scarpe comode ed esco per scendere nella tana del ...