-
La vacca e la stalla
Data: 06/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL
... la via con tutte le sue amiche logorroiche al seguito mentre si andava per locali a bere. Una notte gli dissi basta all’uscita di un karaoke, dove mi trascinò per forza e presso cui tenne banco davanti al pubblico a cantare tutto il repertorio della Carta’ come una pazza. Per me fu troppo. Chiusi la storia. Prima di tornare a casa quella sera passai a prendermi due birre. Aprii l’uscio, accesi la tv, levai scarpe e calze, e mi buttai tranquillo sul divano a guardare la partita del Milan. Poi uscii in terrazzo, mi accesi una sigaretta e tirai uno scorreggio maschile guardando la città distesa tra le mille luci. Da quanto tempo non mi innamoravo. Di chi mi ero circondato io se non di inetti frocetti senza sostanza. Io avevo bisogno di un uomo forte, da scoprire, da scopare... e da amare. Di un uomo che consegnandomi il suo culo... mi consegnasse il suo cuore. Ma dove trovare uomini degni, uomini veri, senza velleità, che fossero rudi, passivi ma spartani. Mi misi al pc. Scrissi un annuncio. “Uomo prestante e automunito cerca uomo virile in campagna per sesso e relazione”. Una goccia nel mare delle solitudini, pensai. Eppure.. da quel mare qualcuno mi rispose. Era Franco. Franco fu chiaro. ⁃ lo prendo solo, non mi piace darlo. Sono maschio ben messo e se interessato a conoscenza eccomi ci sono. Cerco un compagno del cuore e che gestisca la mia casa mentre sono nei campi. Mia madre è morta da qualche mese. Mi sento solo. Qualcosa mi ...
... impensierì ma decisi di conoscerlo. Esplose “l’amore”! Insomma un mese dopo mi trasferii da lui. Stavo bene, non avevo bisogno di far pugilato per scaricare i nervi, né tanto meno per rapidi col rafting. Anzi, trascorrevo le mie giornate per negozi di agritecnica acquistando mangimi per polli, per conigli, letame e vaselline per vacche, nonché sementi di ogni genere. Vendetti la moto e mi dedicai al mio compagno, in tutto e per tutto. Lui per campi. Io in casa a mandare avanti tutta la cascina. Ero sereno Il ménage di coppia era pesante ma era tutto ciò che volevo: riordinavo la cascina, lavavo a mani le calze e le mutande del mio uomo che non so perché erano sempre così sgommate. Ma a me il mio uomo piaceva così, ruspante, incurante nella scuregia di marmellata di prugne che gli preparavo direttamente dall’orto di casa. Stando con questo prestante contadino mi venne naturale avere un ruolo di secondo piano, lo ammetto. Mi sentivo non più il dominus della coppia ma ero alla pari con il mio uomo, certo, con qualche lieve tendenza da parte mia a mostrarmi subalterno nei ruoli domestici, pur mantenendomi però ben saldo al mio ruolo sessuale di attivo tra le lenzuola. Vederlo di ritorno dai campi, vederlo scendere dalla trebbiatrice tutto sudato, suscitava in me persino delle emozioni feticiste. L’odore dei suoi piedi in particolare, cosa per me nuova, mi eccitava moltissimo. Che strano, io che avevo l’assillo per la pulizia del partner. L’odore di caciotta dei calzini ...