1. La vacca e la stalla


    Data: 06/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL

    ... mi mandava in botta. Lo dico. Annusare i suoi calzini prima dei lavaggi mi faceva sentire fiero di aver finalmente trovato il maschio.
    
    Adorava poi i miei minestroni. Tutte le sere si scassava la panza di tre piatti di minestrone.
    
    Poi tutte le sere me lo scopavo sul divano. Il suo culetto unto di campagna mi drogava a tal punto da non farci più caso alle sgommate sulle mutande quando se le lasciava sfilar via.
    
    Me lo scopavo di piatto. Lo denudavo e lo ficcavo nudo ma coi calzini incrostati ai piedi, che nell'uomo ho sempre trovato terribilmente sexy dopo il riporto ai capelli, una rarità di questi tempi.
    
    Mi spremevo nelle sue chiappe ogni sera dopo il lavoro.
    
    Poi col culo carico della mia sborra lui correva in doccia, per poi uscirvi profumato, ancor più carico e di nuovo pronto all’uso.
    
    Veniva a stendersi sul sofà, riposato, sospirava, e apriva le cosce impugnando il telecomando. Si sintonizzava su Amici e lasciava che io lo lavorassi ancora mentre si guardava i talent della potentissima e indiscussa Maria. Lasciava dunque che affondassi di lingua tra le sue belle natiche pulite.
    
    Il mio amore era un tipo “eminentemente anale”. Dopo il duro lavoro in cascina pretendeva il relax completo del suo buco del culo.
    
    Non amava troppo farsi sbocchinare, questo va detto, ne’ tantomeno gli andava di contraccambiare di bocca. Di bocca non era gran che perché quando si degnava, quelle poche volte, mi sparava certi pompini al rigatone che era meglio lasciare ...
    ... stare.
    
    Di lui era meglio godere servendosi del culo, pelosissimo, e bianco, si bianco, con quel suo spiccare da una abbronzatura d’ambra di sole d’estate che gli ricopriva tutte le altre parti del corpo.
    
    Il suo culo era la mia passione. Leccarglielo era lo scopo della mia vita. Il mio vaccaro poi buttava via il telecomando dopo aver visto Amici e in preda all'estasi lui si sedeva sul mio cazzo esibendosi in eccellenti rodei che era tutto un dire.
    
    Gli inseminavo il culo per la seconda o terza volta, e lui si lasciava fecondare da vero maschio, masturbandosi la minchia e gemendo da vero maschio.
    
    Era bellissimo vederlo schizzare ovunque con quella sua bella vena gonfia nel bel mezzo della fronte. Saltava umido schizzando e con la mia mazza instancabilmente ficcata ancora in culo.
    
    Il mio maschio.
    
    Vaccaro, ruspante e maschio.
    
    Dopo le trombate serali, si sopiva sudato sul sofà. Allora io mi addormentavo di fianco a lui sul suo bel petto villoso.
    
    Tutto come dio comanda, no?
    
    No.
    
    Presto mi sentii inquieto.
    
    Ero triste, sempre più triste. Mi mancava qualcosa. La città? Ma che.
    
    ⁃ Qualcosa non va?
    
    ⁃ No amore, sono solo un po’ stanco.
    
    ⁃ Vieni sul sofà, fammi il culo amore, sfondami, e ti sentirai meglio.
    
    A mano a mano lo fottevo più per compiacenza che per slancio dei lombi. Egli divenne più audace nell’accoppiamento fra maschi quando di fatto si accorse che in me non tutto procedeva per il verso giusto. Un giorno mi prese per mano e si fece scopare ...
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