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La vacca e la stalla
Data: 06/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL
... nella stalla tra due montoni, nel puzzo di stallatico, e ansimava come un mulo mentre gli spaccavo il culo a colpi di reni. Vederlo di schiena con la canotta su quella sua abbronzatura, vederlo inarcato, schiantato sul mio bassoventre mi faceva impazzire a tal punto da spremermi i coglioni. Eppure... eppure sentivo dentro di me un urlo incapace di parlare. A nulla valsero tante fantasiose intraprendenze. Mi mancava qualcosa. Si, ma cosa... Una notte sognai qualcosa di orribile. Mi aggiravo in una festa vestito tutto d’argento con un bicchiere di whisky in mano e una sigaretta tra le dita. Davo il benvenuto agli invitati nella mia casa e ricordo di trovarmi New York. Tutti mi dicevano “che bello”, “che bono”, “bonA che sei stasera”. Bona?? Sì che ad un certo punto mi porto le mani tra i capelli, come faccio di solito quando mi sento un po’ imbarazzato. Sento i miei capelli morbidi, morbidissimi, cotonati e mi volto allo specchio. A guardarmi c’è Liz Taylor da vecchia!! Ma che cazzo di sogno era mai questo. Corro via per le scale in preda alla vergogna e un ascensore si apre e allo specchio mi vedo che porto in testa una coroncina glitterata, sorta di ferma capelli insomma, con impiantati a raggiera ben 9 spazzoloni da cesso. Ma checcazz!! Checcazzo di sogno era mai questo! Mi svegliai di soprassalto. Corsi in bagno e mi lavai la faccia, mi guardai allo specchio, tremavo e sentii forte il desiderio di uscir per strada. Sentii fortissimo ...
... un’irrefrenabile bisogno di smanettare cazzi, di succhiare e di ingerire sborra. Cazzi e sborra furono le mie visioni al risveglio. Perché proprio a me. Ma cosa accadeva dio mio. Cosa cazzo voleva dire tutto quello che mi stava capitando nella testa?? In tre sole parole: mi mancava il cazzo. Glie ne parlai a Franco. Certo che glie ne parlai. Non volevo mandare all’aria il nostro amore fatto di due cuori e una capanna. Sulle prime mi offrì la minchia per rispondere alle mie esigenze. Nel succhiarlo però egli restava muto, quasi insensibile al lavorio goloso delle mie polpe orali. Poi sborrava. Una mattina mi disse: ⁃ Un po’ mi hai deluso ⁃ In che senso? ⁃ Credevo tu fossi diverso, che tu fossi il vero uomo che cercavo. La verità è che ti piace il cazzo. ⁃ Non dire così, ho diritto anch’io di succhiare un po’ di cazzo e non mi pare di chiederti troppo visto che non ti ho mai chiesto di incularmi ⁃ Tu... tu lo vorresti? ⁃ No, gli dissi fermamente Mi lanciò uno sguardo dubbioso, sali sul trattore e si diresse ai campi di mais. Quella sera cenammo in silenzio. Parve che non esistessi. Col cuore in mano cercai di spiegare, di assicurargli sul merito che fossi attivo, che non mi sarei mai sognato di prenderlo su per il culo. ⁃ Promettimi che tu userai il culo solo per cacare. ⁃ Promesso gli risposi. Facemmo l’amore tutta la notte. Irrorai Franco del mio sperma. Dopo l’amore cavò fuori il mio sperma dal retto, che la mia lingua accorse a ...