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La vacca e la stalla
Data: 06/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL
... raccogliere tutto. Era ritualità di coppia. Poi mi baciò con la mia bocca impastata e ci passammo con disperazione il seme di bocca in bocca. Ma il mio bisogno di cazzo stava travalicando ogni cosa. Avevamo forse bisogno di distrazione. Stavo mutando pelle? Perché nei dormiveglia mi sentivo Liz Taylor? Perché sognavo di essere Isabella Rossellini? E Sandra Milo, eh? Cosa c’entrava Sandra Milo? Ma che cazzo mi stava capitando. Franci colse il mio turbamento pur non capendo i miei moti interiori. Organizzò un party sull’aia. Da Milano vennero due coppie di amici eterosessuali. Poi arrivò una sua cara amica Trav di nome Erminio che era un intendente della brigata Taurinense che in estate si lasciava andare alla sua seconda natura. Questa Trav veniva accompagnata dal suo uomo, un tale Mimmo, un energumeno della bassa Italia, conducente di autospurghi; un soggetto tozzo, con una cordialità spiccatamente plebea e una totale inettitudine ad esprimersi in italiano. Poi ci raggiunse Andrea… Fu lì che la mia mente ruppe gli indugi. Andrea era un villano come il mio Franco, nel senso che era tenutario di terreni contermini ai campi del mio uomo. E bene. Alla presentazione mi strinse la mano e se la sua bocca sorrideva cordiale, i suoi occhi mi comunicarono concupiscenza. Sentii nel cuore come uno stato di leggerezza che non seppi spiegare. Ci sedemmo e brindammo. Andrea vestiva in tuta e non la smetteva di palparsi il cazzo in mia presenza. Io ebbi ...
... un sussulto di turbamento, un desiderio da togliere il fiato, ma quell’uomo virile e prestante mi suscitava anche un forte senso di colpa, perché mi resi sconto che col pensiero stavo tradendo il mio uomo. Non potevo, certo che non si poteva, ma non riuscivo a non guardarlo. Lui incrociava il mio sguardo e tutto attorno a noi menava fiamme, menava. Andrea stava placidamente svaccato sulla sedia a sdraio col bicchiere di vino sulla pancia. Con l’altra mano si teneva nuca, e sorrideva sornione coi piedi nudi accavallati e velatamente sporchini. Non tanto eh, sia chiaro, ma quel tantino che basta specie alle piante dei piedi, da farti rollare la lingua desiderosa di quel non so, come posso dire.. di quel sudaticcio granulare no? Il pacco poi.. mi vergogno persino a dirlo.. ma quel pacco, quel paccone aerostatico che si gonfiava sotto la sua tuta, che roba era, eh?! Gli avrei succhiati le piante dei piedi, quello senza dubbio. Gli avrei assaggiato gli aromi del suo culetto da caciottaro, e gli avrei succhiato fino a notte fonda quella minchia clamorosa che con prepotenza dava mostra di sé sotto la tuta. Certe visioni sono delitti per l’umanità. Corsi un attimo dentro la cascina e ricordo che bevvi un bicchiere d’acqua. Mi accostai al lavello, deposi il bicchiere e mi infilai la mano sotto i pantaloncini sditalinandomi con cura il culo con un fare da miciona in calore. Io? Io troia? Non capivo. Cosa mi stava succedendo. Ebbi attimi di profondo turbamento. Avevo ...