1. Genova-palermo - un pezzo di vita, tutto cominciò da quella traversata.


    Data: 09/05/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: ilmassaggiatore1

    ... bicchierone sul banco e si slacciò altri due bottoni, poi si sporse verso me permettendomi di vedere un capezzolone turgido quasi nero, mi sfiorò l'orecchio con le labbra e sussurrò: “Bene Paolo, il piacere, vorrei fosse anche mio e tanto...”. Il cazzo ebbe un impennata degna di un missile della NASA, ruotai leggermente il corpo e glielo poggiai premendoglielo sull'anca, socchiuse gli occhi e si rileccò le labbra.
    
    “La seconda granatina al caffè, servito signore”, Valeria sorrise e mi guardò stupita, “Anche tu mi sembri una signora di cui potersi fidare” e ricambiai il sorriso imboccando la cannuccia. Si mise sottobraccio premendomi il seno morbido contro il braccio, “Vieni andiamo sederci, ho lasciato la giacca di proposito”, afferrammo i bichieroni con la cannuccia e ci andammo a sedere, fianco a fianco al tavolino con il divanetto d'angolo. Mi raccontò che il marito per farsi perdonare la stava portando in viaggio con il camper per una vacanza di un mesetto in sicilia . Nel frattempo la sua mano sotto il tavolino mi stava masturbando da sopra i pantaloni e la mia la stava carezzando l'interno del ginocchio sino a dove arrivava la gonna.
    
    “Scusa, perchè devi perdonare tuo marito, cosa ha combinato?”, sorrise, si poggiò la giacca sulle gambe aprendole sin dove le permetteva la gonna e la mia mano avanzò, “Era da più di un anno che non mi cercava più, mi trovava sempre delle scuse, pensai che avesse un amante e cominciai a tenerlo d'occhio, sinchè un mesetto fa, l'ho ...
    ... beccato nel nostro letto che si faceva inculare dal giardiniere egiziano”. “Eèhchecazzo!!!” esclamai, mi ripoggio le labbra all'orecchio e sussurrò: “Se permetti questo lo dico io, con quello che sento sotto la mano!!!”. Tra la strizzata che mi diede, le sue labbra nell'orecchio, la vista di quel capezzolone che sembrava dicesse mordimi, la sensazione che mi trasmetteva il polpastrello del mio medio, che anchilossato, era arrivato a sfiorarle la peluria umida e le labbra della fica che avrà avuto una temperatura minima di 60°C, il cazzo mi si intostò ancor di più. “Vieni andiamo nella mia cabina”, cominciando a ricomporsi mi fa: “No, andiamo nella mia, con il frocetto non ho ancora finito”.
    
    Strada facendo mi raccontò che lì per lì, presa dalla rabbia e dallo sgomento avrebbe voluto lasciarlo subito e chiedere il divorzio, invece calmatasi ed a mente fredda, aveva deciso, essendo lui remissivo oltre che benestante, che l'avrebbe punito rendendo lei la sua Regina e lui il suo schiavo devoto ed era già a buon punto. Amanti del mare, avevano organizzato quella vacanza in sicilia, in cerca di un po' di sole caldo e qualche caliente picciotto che le spolverasse la ragnatele.
    
    “Ma sono felice di averlo trovato ancor prima di partire!”
    
    “Giusto, hai fatto bene, anche per il bambino”, mi sorrise stupita, “Che bambino?”, “Il piccino che sta passeggiando sul ponte”, “Ha ha ha, ma no! Che hai capito? Piccino è il nostro Chihuahua”. Per tutto il tragitto, lungo i corridoi, mi trattenni ...
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